Lo sapevamo, probabilmente, lo abbiamo sempre saputo. Solo che adesso ce lo hanno sbattuto in faccia nel momento sbagliato. Eravamo appena usciti dal tunnel senza fine di questa prima ondata di blocchi al traffico estesi alle macchine con i motori più tecnologici e puliti sul mercato (i Diesel euro 6), ed ecco che arriva la mannaia, la sentenza che mette Roma bella salda sul podio delle città al mondo più in media 254 ore a testa a a causa nel traffico.

L'analisi del Direttore: "Blocco auto Diesel: la condanna di una classica mossa populista"

Un bel secondo posto dietro solo a Bogotà (272 ore a testa), la capitale della Colombia. I numeri sfornati dalla ricerca Global card scorecard di Inrix - analisi dei trend della mobilità e della congestione urbana - erano relativi al 2018. Ma a occhio difficilmente sarà cambiato qualcosa nella graduatoria che ha presi in esame oltre 200 città di 38 Paesi.

Nella top ten di questa speciale classifica c'è anche Milano, settima con 226 ore. Terzo posto per Dublino (246), davanti a Parigi e la russa Rostov-on-Don (237) e Londra, con 227. A chiudere la classifica sono Bordeaux (223), Città del Messico (218) e Mosca (210).

Ora, al netto di classifiche e numeri che sottolineano una volta di più la conclamata criticità della mobilità romana, ci auguriamo che la lezione della scorsa settimana sia servita alla Sindaca Raggi e al suo staff, che non si può procedere per provvedimenti integralisti, privi di qualsiasi appiglio scientifico. Se nei quattro giorni di blocco totale dei Diesel, le centraline della Capitale che registravano i livelli delle polveri sottili fuorilegge sono andate sempre in crescendo, nonostante il blocco totale dei Diesel, ci vuole poco - molto poco, e qui ci fermiamo - per capire che il provvedimento del blocco esteso ai Diesel Euro 6 era e rimane completamente inutile.

E sinceramente vale a poco la spiegazione di doversi preoccupare della salute dei cittadini. Perché sono ben altri i provvedimenti con i quali andrebbe tutelata, a cominciare dall’immondizia che dipende direttamente dall’Amministrazione, a differenza dell’inquinamento atmosferico. Per questo problema che nemmeno a livello mondiale riescono ad affrontare e risolvere con misure serie e coordinate (e questo sicuramente dà la portata del tutto, nessuno dice che sia facile risolvere il problema), bisogna intanto non perdere di vista il buon senso e l’equilibrio. Valutare cioè, che il bene dei cittadini è un concetto molto più ampio che va considerato da ogni punto di vista. 

A Roma blocco della circolazione a tutti i veicoli Diesel. A che serve?

Perché se, ad esempio, si decide di comprendere nei famigerati blocchi al traffico i Diesel Euro 6, si deve comprendere che il danno non si fa solo alle case costruttrici che pure hanno investito tanto su questi gioielli tecnologici (ora quasi tutti con filtro anti-particolato), ma alle persone (sempre cittadini) che lavorano nelle concessionarie che rischiano di perdere il lavoro se il trend di vendita amplificato dall’allarme ingiustificato (per i Diesel Euro6) dovesse essere confermato, come dimostrano le disdette di 300 contratti per vetture con quell’alimentazione raccontate ieri su La Repubblica. O dello stesso cittadino, in versione cliente, che appena spesa una consistente somma per acquistare l’ultimo modello viene deprivato della possibilità di rivendere la stessa auto al giusto valore, con il danno economico che ne consegue.

Tornando alla salute e all’emergenza che è reale e va affrontata in qualche maniera, alla Sindaca Raggi consiglierei di bloccare i Diesel fino a Euro 4, quelli si davvero inquinanti. Per il resto dovrebbe forzare la mano perché il Governo avvii e metta in pratica una seria politica di gestione, a livello Nazionale, di tutte le altre fonti di inquinamento (riscaldamento, industrie, allevamenti intensivi) che producono danni infinitamente maggio rispetto soprattutto ai Diesel Euro 6.