Artista, designer e figura iconica di Opel. Basterebbero queste tre parole per descrivere Erhard Schnell, una delle menti più brillanti che abbia mai varcato i cancelli della fabbrica di Rüsselsheim, in Germania. È morto lo scorso fine settimana a Trebur, in Assia, all’età di 92 anni.

Un destino chiamato Opel

Nato nel 1927, intraprese gli studi di grafica commerciale a Offenbach per poi lanciarsi con tutta la sua passione nella carriera di designer, iniziando a lavorare per la Casa tedesca nel 1952. Qualche anno dopo partì oltreoceano per cercare di perfezionare le sue doti progettuali al GM Tech Center di Detroit, e già nel 1962 iniziò a progettare la prima concept car. Proprio in quegli anni quel destino chiamato Opel stava sempre più prendendo forma, e l’apertura dell' “Opel Styling Studio” nel ’64 fece il resto, consacrandone il nome.

La famosa bottiglia di Coca-Cola

Proprio all’interno dello studio di design, prese vita dalla matita di Schnell la Experimental GT - presentata in anteprima mondiale al Salone di Francoforte del 1965 -, il cui particolare profilo dinamico le garantì il soprannome di “Coke bottle shape”, la bottiglia di Coca-Cola. Da quella grande intuizione nacque pochi anni dopo la Opel GT di serie, le cui linee slanciate richiamavano quelle della Chevrolet Corvette, di cui rimase emozionato e sbalordito per l’enorme successo.

Ideatore della Opel Corsa

Dalle sue mani e dalla sua fantasia in eterno fermento, alla fine degli anni ’70, Schnell creò due delle vetture che poi diventeranno veri e propri marchi di fabbrica della Casa del Fulmine: l’iconica prima generazione della Corsa - costruita a Saragozza e lanciata sul mercato italiano alla fine del 1982 - e l’aerodinamica Opel Calibra. “È la mia auto preferita”, dirà poi Schnell riferendosi alla coupé divenuta un vero e proprio oggetto di culto.

Erhard Schnell non ha mai voluto smettere di far valere le sue idee attraverso il disegno, neanche dopo il pensionamento nel 1992, ed è sempre rimasto orgoglioso di aver realizzato le scritte in corsivo dei nomi delle Opel Kapitän e Rekord. Quando nel 2014 gli chiesero se finalmente fosse riuscito a riporre la matita nel cassetto, lui rispose: ” Non ci penso affatto. Ho semplicemente trasferito il mio lavoro a casa e realizzo progetti per il giardino e la mia abitazione. Spesso dipingo acquerelli. Non potrò mai abbandonare del tutto questa attività”.

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