Chi la conosce bene la definisce una donna-Alfa. Capace di comandare e distribuire come ai tempi in cui giocava palleggiatrice, cercava sponsor per la società di Piacenza volley, allenata da Julio Velasco o da Presidente della Lega maschile di pallavolo. La resistenza fa parte del suo bagaglio culturale e sportivo, da buona maratoneta qual è diventata (cinque, in carriera). L’essere juventina doc, infine, l’ha abituata al sapore della vittoria. Eppure, nella sua vita parallela, quella da politica, ha imparato semplicemente ad essere sempre competitiva, a costruire il risultato nel tempo.

Paola De Micheli, sorride dal suo ufficio di Ministra dei Trasporti e delle Infrastrutture davanti a Porta Pia, a Roma. Un segno del destino, forse. Ma lei non deve aprire brecce, piuttosto tenere in piedi la sicurezza del sistema trasporti di un Paese che scricchiola in maniera preoccupante, a prescindere dalla revoca o meno della concessione autostradale o dei retaggi del passato (vedi ponte Morandi). Senza dimenticare codice della strada e la visione di quella che sarà la mobilità del futuro.

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Qual è la sua visione dei trasporti e delle città del futuro, della mobilità sostenibile?

“Cominciamo dal Paese. Stiamo implementando progetti per un piano di totale intermodalità per le merci tra aeroporti, porti e ferrovie, con l’obiettivo di limitare al massimo il trasporto su gomma e ridurre l’impatto ambientale. E lo stesso discorso vale per i passeggeri: dalla realizzazione di una stazione ferroviaria a Fiumicino, ai lavori per i collegamenti tra gli aeroporti del nord in funzione delle prossime Olimpiadi invernali e della sempre crescente domanda turistica. Quanto alle città, siamo molto presenti sul tema delle nuove tecnologie e delle nuove opportunità-strumenti di mobilità.

A cominciare dai monopattini elettrici per i quali stiamo studiando norme in grado di garantirne l’utilizzo in sicurezza. Poi abbiamo un importante progetto della Ministra dell'Innovazione, Paola Pisano, sulla sperimentazione della guida autonoma che coinvolge anche metro, tranvie di superficie, bus elettrici e per il quale abbiamo stanziato 2,2 miliardi”.

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Da ragazza ha guidato i trattori dell’azienda di famiglia, rigorosamente a gasolio. Come vede la transizione energetica in atto?

“Personalmente non sono per la demonizzazione del gasolio, del Diesel. Abbiamo appena finanziato un piano di 300 milioni l’anno per un trienno per il rinnovo del parco camion e pullman. Sia chiaro, non è una polemica politica, semplicemente la penso diversamente dalla Sindaca di Roma Virginia Raggi quando estende il blocco del traffico ai Diesel più moderni e tecnologici.

Come Ministero dei Trasporti, sappiamo bene che metano e Diesel Euro 6 d-temp hanno un impatto di emissioni di CO2 totalmente coerente con le nostre esigenze di abbattimento e come tali vanno incentivati. E nella valutazione complessiva, a volte certi comportamenti che teniamo nelle nostre case – presi un Tapiro di Striscia quando ero sottosegretario all’economia, perché un dipendente dell’Agenzia delle Entrate teneva i termosifoni a 26° invece che a 21° come detta la legge... – determina conseguenze molto più gravi e invasive di quelle generate dalle auto. Non è un caso che mi sia presa un impegno importante come quello della Metro C della Capitale: ritengo sia un pezzo della risposta alla richiesta di sostenibilità. Bisogna scaricare sul trasporto locale la maggior parte delle esigenze di mobilità dei cittadini".

Vi abbiamo incuriosito? Volete sapere cos'altro ci ha raccontato la ministra Paola De Micheli? Sul nuovo numero di Auto in edicola, o in versione digitale (QUI), trovate l'intervista completa.