A Pomigliano d'Arco si celebra il passato, ma si guarda anche al futuro. La fabbrica campana è stata teatro delle celebrazioni per i 40 anni della Panda, evento al quale ha partecipato il responsabile per l'area EMEA di FCA, Pietro Gorlier. L'impianto non è solo simbolo di un passato da celebrare, attorno ad esso si intrecciano sviluppi sul presente e il futuro FCA.

Dei 5 miliardi di euro del piano di investimenti per l'Italia, confermati dal gruppo anche all'indomani della fusione con PSA, 1 è destinato proprio alla fabbrica campana. E' dalle linee del Gian Battista Vico che, infatti, usciranno Panda Ibrida e il SUV Alfa Romeo Tonale.

Numeri che ribadiscono l'impegno di FCA a continuare a produrre in Italia: “Sostenendo un sostanziale rinnovo della gamma prodotti con l'introduzione di modelli nuovi o profondamente rinnovati, e avviare un piano di elettrificazione dell'offerta, inserendo in gamma 12 versioni elettriche" come ha detto Gorlier a margine dell'evento.

Filosofia e-mobility di FCA

L'elettrificazione della gamma è l'altro passaggio chiave della giornata. L'ibrido e il full electric sono irrinunciabili per le strategie di mobilità sostenibile di tutti i costruttori e in questo FCA paga un grosso gap con la concorrenza.

Pomigliano, dunque, diventa centrale con Panda ibrida e Tonale, poi toccherà ai prossimi modelli in arrivo come la 500 elettrica, che vedremo a Ginevra e che affiancherà la 500 ibrida già in commercio, ridurre il divario.

Il cambio del paradigma tecnologico, secondo quanto sostiene l'Operating Officer, non è sostenibile dai soli Costruttori. Goriler ha chiamato il governo a fare la sua parte con un nuovo sistema di incentivi.

"Per stare al passo con il drastico aumento del numero di auto elettriche o ibride – Ha detto Gorlier - Servono politiche pubbliche che ne accompagnino l'introduzione sul mercato, sia sostenendo la rottamazione dei veicoli ante Euro 4 per sollecitare il rinnovo del parco circolante, sia riducendo i costi di ricarica pubblica o private, in modo da rendere competitivo il costo totale di possesso del veicolo elettrico".

Servono infrastrutture

Il punto, però, non sono solo gli incentivi. Una rete infrastrutturale all'altezza è di vitale importanza: "Qui sarebbero necessarie misure come Il sostegno alla diffusione dell'infrastruttura di ricarica, come la semplificazione delle procedure esistenti per l'installazione, ad esempio con l'istituzione di uno Sportello Unico Nazionale a questo scopo o strumenti di detrazione fiscale".

"Servono risorse - conclude Gorlier - Per lo sviluppo delle attività connesse con le batterie, come il Battery Hub che stiamo sviluppando a Torino, e infine tenere presente che la transizione della filiera può avvenire senza elevati costi sociali solo se accompagnata da adeguati strumenti di riqualificazione delle competenze dei lavoratori verso l'elettrificazione".