La Cina cerca di rialzarsi, seppur con fatica, dalla grave situazione causata dal coronavirus. Premesso che il mercato auto cinese, il più grande del mondo, sta vivendo una crisi da circa due anni, non si può far altro che correre ai ripari partendo dagli incentivi per aumentare le vendite del settore automobilistico.

Coronavirus, a rischio il Salone di Pechino

I danni del coronavirus

La crisi delle auto ha subito un brutto colpo. La culla del virus è anche la culla del mercato automobilistico cinese. A gennaio le vendite sono diminuite del 18,7% rispetto all'anno precedente, ma non è tutto. Stando alle previsioni della China Association of Automobile Manufacturers (CAAM), a febbraio il calo sia della produzione che delle vendite delle quattro ruote saranno ancora più gravi. Per adesso chi se la sente di fare previsioni è la China Passenger Car Association (CPCA): l’ente industriale afferma che le vendite di auto in Cina sono diminuite addirittura dell'89% nei primi 23 giorni di febbraio.

La risposta delle aziende

Per combattere i danni, il governo locale nella città meridionale di Guangzhou ha preso la decisione di introdurre nuovamente dei sussidi per incoraggiare le persone all’acquisto di veicoli elettrici. Proprio in questa zona, infatti, Case come Toyota, Honda e Nissan hanno delle joint venture con partner cinesi.

Un’altra mossa arriva dal comune di Xiangtan (3 milioni di abitanti a sud di Hunan). Qui è stato deciso di offrire 3mila yuan in contanti (429 dollari) a chi acquista un’auto prodotta nella zona da Geely. Dello stesso avviso è la città di Fosham che ospita uno stabilimento Volkswagen. All’acquisto di una nuova vettura arrivano 2mila yuan; 3mila, invece, per la sostituzione di auto. Ecco la lotta al calo delle vendite al tempo del coronavirus.

Salone di Ginevra 2020 annullato a causa del coronavirus