McLaren Elva M1A, ecco l’ultima magata MSO, la divisione di “personalizzazione estrema" del Marchio di Woking. Si tratta di una versione speciale, che porta alle radici dell’epopea della Casa.

Omaggio alle origini

I colori esterni infatti ripropongono quelli della McLaren M1A che il fondatore Bruce McLaren porto in gara nel 1964 al Canadian Sports Car Gran Prix sul circuito di Mosport, frantumando il record del tracciato, arrivando poi terza in gara. Era spintaspinta da un V8 Oldsmobile elaborato. Di fatto può essere considerata la prima creazione, l’esordio della Bruce McLaren Motor Racing Ltd.

Aston Speedster, Ferrari Monza, McLaren Elva: barchette a confronto

Natali nobili, con un abbinamento di argento e di nero, separati da una sottile linea rossa. McLaren Elva di suo è una barchetta ispirata alle vettura degli anni Sessanta.

L’omaggio alla M1A esalta in concetto, sempre rimando nel campo della personalizzazione di McLaren Special Operations, perché anche il numero si può scegliere (il 4 non è quello della M1A originale).

McLaren Elva, la barchetta ultraleggera ispirata ai '60

Per il resto, Elva M1A fa sempre parte della serie di 399 pezzi della stupenda barchetta sviluppata (anzi, estremizzata) dalla Senna. Dotata di un’aerodinamica talmente sofisticata che lavora al posto del parabrezza ed un abitacolo fatto su misura. IL

lmotore è il V8 biturbo di 4 litri da 815 cavalli e 800 Nm di coppia permette di arrivare da 0 a 100 km/h in due secondi e a 200 all’ora da fermo in 6,7 secondi.