Altro emergerà nei prossimi giorni, nel dettaglio da Nissan e Renault, dopo le linee guida tracciate dal nuovo modello di business che l’Alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi si è data per affrontare il futuro all’insegna della riduzione dei costi, una spiccata condivisione tecnologica, l’ulteriore standardizzazione di piattaforme e carrozzerie. Fino al raggruppamento della produzione.

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Il modello proposto è stato ribattezzato del “leader-follower”, formula che prevede ciascun marchio a concentrarsi su singole regioni del mercato globale, nelle quali può contare su una posizione di forza; sfruttare le specializzazioni per tipologia di modelli e tecnologia, progettare un prodotto di riferimento dal quale dar vita a varianti con marchio diverso.

Un piano che dovrà portare una maggior competitività per Renault-Nissan-Mitsubishi e incrementare la redditività delle operazioni. Entro il 2025 conteremo circa metà dei veicoli prodotti dall’Alleanza sotto lo schema leader-follower, già adottato nel settore dei veicoli commerciali leggeri e destinato a proseguire. Cosa vuol dire e come funzionerà?

La competenza per regioni

È un mettere ordine e razionalità, prevedendo delle regioni di riferimento per ciascun marchio. Così, Renault lo sarà  in Europa, Russia, Sud America e Nord Africa. Nissan in Cina, Nord America e Giappone, Mitsubishi in Oceania e nell’area del sud-est asiatico (ASEAN).

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Prodotto, la ripartizione per segmenti

Definite le aree geografiche nelle quali ciascuno sarà “leader”, la scomposizione delle competenze passa dallo sviluppo tecnico del prodotto. Il marchio leader seguirà lo sviluppo del modello capofila e curerà anche quello del marchio “follower” che sarà di supporto al leader.

In termini concreti, Renault seguirà ad esempio il settore dei suv di segmento B, dove sarà il riferimento come Nissan lo sarà per i suv compatti, categoria che dopo il 2025 verrà sviluppata con il marchio nipponico alla guida e la derivazione Renault follower. L’approccio proposto dall’Alleanza produrrà una riduzione degli investimenti del 40% per i modelli che rientreranno completamente in questa visione di sviluppo e produzione.

Tecnologie, dall'elettrico ai servizi connessi

Le competenze tecnologiche non faranno eccezione al modello di business delineato. Nissan avrà competenza sulla guida autonoma, quanto alle tecnologie dell’auto connessa Renault le avrà su sistemi basati su sistema operativo Android, mentre Nissan curerà lo sviluppo in Cina.

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I sistemi elettronici ed elettrici, l’E-Body, verrà curato da Renault; diverso sarà per i powertrain elettrici, scomposti per segmenti. Su citycar e segmento B Renault svilupperà su architettura CMF-A e CMF-B, Nissan opererà sulla CMF-EV, nuova architettura destinata al suv compatto elettrico la cui presentazione è attesa nel 2021.

Mitsubishi avrà la specializzazione tecnologica sull’ibrido plug-in nei segmenti C e D.

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Collaborazione con Daimler

Una razionalizzazione che porterà anche a ridurre il numero di piattaforme, come in America Latina, dove da 6 modelli su 4 diverse piattaforme si passerà in Brasile ad avere 7 modelli nati da un’unica piattaforma.

A margine della presentazione del modello di operazioni del quale si è dotata l’Alleanza, Jean-Dominique Senard ha confermato la possibilità che la collaborazione in atto con Daimler venga rafforzata, prospettando un possibile annuncio nei prossimi giorni.