La sostenibilità, il mantra dell’era green in cui viviamo, ha tante forme e altrettante soluzioni. Di certo rappresenta uno dei concetti base della nuova Audi A3 Sportback che di green ha molto non solo a livello... filosofico. Per cominciare, è la prima berlina Audi in assoluto dotata di tecnologia mild hybrid a 48 Volt applicata a un motore 4 cilindri, cioè il nuovo turbo 1.5 TFSI S Tronic 150 cv MHEV. Con l’alternatore-starter che fornisce un apporto alla trazione endotermica quantificabile in 50 Nm di coppia supplementare e 12 cv di potenza in più. L’alternatore-starter è azionato a cinghia (RSG) e integrato in un unico modulo, per garantire il boost elettrico già citato nelle fasi di partenza e ripresa dai regimi più bassi e capace, nella frenata rigenerativa, di recuperare sino a 12 kW di potenza.

Questa energia viene immagazzinata in una specifica batteria agli ioni di litio per essere riutilizzata quando serve. Ad esempio, se il conducente rilascia il pedale dell’acceleratore a velocità comprese tra 40 e 160 km/h, la A3 Sportback 1.5 TFSI MHEV è in grado di avanzare per inerzia in folle o di veleggiare a motore spento. Non appena il conducente preme nuovamente l’acceleratore, l’RSG riavvia il motore in modo più rapido e progressivo rispetto a un motorino di avviamento tradizionale. La modalità start/stop è attiva già a partire da 22 km/h. Nell’uso quotidiano reale, la tecnologia mild hybrid a 48 Volt consente di ridurre i consumi sino a 0,4 litri ogni 100 chilometri. Nel ciclo combinato WLTP per 100 km servono 5,6-6,2 litri di carburante e le emissioni di CO2 si attestano a 128 - 142 g/km.

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Tecnologia green

Caratteristiche che si accompagnano ai vantaggi in termini di mobilità e fiscalità garantiti dall’omologazione ibrida. La versione mild hybrid di Audi A3 Sportback scatta da 0 a 100 km/h in 8”4 e raggiunge - in assenza di limiti - una velocità massima di 224 km/h. E fino a qui, a guardare bene, nonostante il debutto spiegato, niente di cui meravigliarsi vista l’attitudine Audi ad arrivare prima e meglio su certi temi. Ma di sostenibile c’è molto di più: il sistema frenante elettroidraulico e la frenata rigenerativa, ad esempio, si ispirano a quelli sviluppati per e-tron, il primo modello elettrico di Audi, e alla gamma ibrida plug-in dei Quattro Anelli. E, come se non bastasse, la nuova A3, uno dei modelli più amati della casa di Ingolstadt - regina delle flotte nel 2019 - è dotato anche della tecnologia cylinder on demand che è in grado di disattivare due cilindri ai regimi medi e bassi per consumare ed emettere meno Co2.

Il tutto abbinato alla trasmissione a doppia frizione S Tronic a 7 rapporti. L’anima “ecologista” della nuova Audi A3 Sportback non risiede però solo sotto il cofano. Ma un po’ dovunque, in particolare negli interni realizzati fino all’89% (per i rivestimenti) con materiale riciclato. Dove per materiale ci riferiamo a oltre 100 bottiglie, 62 definiamole normali, per la moquette, e altre 45 in PET (una resina termoplastica) riutilizzate e trasformate in filato tramite un procedimento tecnicamente molto raffinato che raggiunge risultati e standard qualitativi simili a quelli dei rivestimenti classici, da ogni punto di vista. E che sull’A3 troviamo nei rivestimenti dei sedili e nei pannelli inserti insonorizzanti. Perchè la sostenibilità è roba seria. O si fa per bene a 360 gradi, oppure non ha senso.

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