Una full hybrid che mantiene le promesse e sorprende. Honda Jazz ha forma e sostanza, l’abbiamo verificato direttamente. Il nostro contatto con la Crosstar 1.5 Executive eCVT, la versione crossover, leggermente più lunga (4.09 metri contro 4,04 di nuova Jazz), più alta da terra e con una connotazione estetica più marcata. Con disegno della griglia anteriore, protezioni di plastica nera, tessuti impermeabili e mancorrenti integrati sul tetto.

Oltre ad accogliere bene, presenta una bella plancia a sviluppo orizzontale, con una buona quantità di vani. Semplice e pulita: gli  schermi digitali (da 9,1 pollici per l’infotainment, più piccolo quello da 7” per la strumentazione) sono di facile consultazione: mutua tutto il pacchetto che ha esordito su Honda e, compreso anche l’Apple CarPlay wireless.

Cerchi un auto usata? Controlla il nostro listino

Al primo approccio, sorprende lo spazio in abitacolo: le dimensioni sono da utilitaria, ma l’accoglienza è da monovolume, soddisfacente per tutti. Più pazienza bisogna avere per il bagagliaio, con la batteria che porta via un poco di volume. La capacità parte da 304 litri (1.203 litri a sedili posteriori abbattuti), ma la perfezione non è di questo mondo e Honda Jazz appaga con parecchie frecce al suo arco.

L’ibrido di Jazz Crosstar è il sistema I-Mmd di Honda CRV, ma con il 1.5 4 cilindri da 97 cavalli abbinato al motore elettrico da 109 cavalli. Nella modalità ibrida il motore a benzina in condizioni di poca richiesta di potenza (ciclo cittadino e statale) lavora per il generatore che alimenta il propulsore elettrico. La marcia solo a elettroni è possibile ad andatura contenuta. Il cambio non c’è, sostituito da un riduttore a rapporto fisso: la giapponese, costruita a Yorii, fila via liscia. I cambi di passo e di alimentazione avvengono in modo totalmente fluido: non ci si accorge di nulla, se non si spreme allo spasimo il powertrain: in quel caso il quattro cilindri sale di giri.

In sostanza, quasi sempre è il benzina a supporto dell’elettrico, e non viceversa. Questo almeno nel terreno d’elezione della piccola Honda, ovvero città e dintorni. 

Quasi 1.000 km con un pieno in città

La nostra prova, svoltasi prevalentemente nell’hinterland di Milano, nelle colline della Brianza, con un breve raid in autostrada, ha evidenziato le doti dell’ibrido Honda. Che funzione davvero bene. A fine giornata il computer di bordo ci ha comunicato un consumo medio di 4,5 km/litro, per una percorrenza di 22,2 km/litro.

Si fa qualcosa di più in città, quasi 25 chilometri reali con un litro (1.000 km teorici con un pieno, essendo il serbatoio di benzina da 40 litri). Nel traffico urbano la trazione è spesso elettrica. Qualcosa di meno nel traffico extraurbano, ma sempre intorno ai 20 km/litro. In autostrada si sta sui 13/14 km litro.

Completano il quadro gli ADAS (di serie) che supportano la guida assistita di secondo livello: freno, acceleratore e sterzata possono essere controllati e gestiti dal sistema. Con il guidatore che può sempre intervenire: sono degli ottimi “correttori di bozze”,  a patto di tenere le mani sul volante.

Listino Honda: scopri qui la gamma completa

Un ottimo contesto, gratificato anche da prestazioni vivaci in ripresa e accelerazione (dichiarato un 9,4 secondi  nello 0-100) e da un’indole votata al comfort e alla guida rilassata (con uno sterzo preciso, ma non sportivo) con sospensioni che filtrano bene. Jazz fa sentire la sua voce solo quando le si chiede il massimo.

Il prezzo di listino della versione provata Crosstar 1.5 Executive eCVT, disponibile solo nell’allestimento top, è 26.900 euro. Ma Honda, in attesa dell’incentivo 3.500 con rottamazione) - Jazz rientra nel bonus, omologata con emissioni di CO2 di 110 k/km - che partirà, ricordiamo il 1° agosto, offre uno sconto di circa il 10%. E un’estensione di garanzia a 8 anni.

Honda, tre linee guida per ripartire