Non è il momento. Dell’espansione dell’offerta Bugatti, oltre la Chiron – e le derivate speciali, ultramilionarie ed esclusive –, si ragiona da tempo, in attesa di un via libera, leggi finanziamento del progetto, che spetta al CdA del Gruppo Volkswagen.

Lo scorso anno si sono tracciati i contorni delle caratteristiche che avrebbe potuto avere una Bugatti diversa dalla hypercar. Elettrica, quattro posti, probabilmente crossover ma non convenzionale. Di certo non un suv e nemmeno la classica “berlina”. Indizi che portavano verso un identikit da modello ad altissime prestazioni, un po’ rialzato da terra nell’altezza e, questo sì un dato certo, più accessibile nel prezzo rispetto alla Chiron.

La decisione sul procedere o meno è stata rinviata, lo scenario sviluppato dalla pandemia di coronavirus esige cautela negli investimenti e la necessità di privilegiare la liquidità. La conferma di Stephan Winkelmann, a.d. della casa francese, arriva ad Autonews Europe.

Dare il via libera a un secondo modello Bugatti avrebbe comportato investimenti nelle strutture di Molsheim, per incrementare la produzione verso le 900 unità annue, contro una ridottissima produzione artigianale che va esaurire progressivamente gli ordini sulla tiratura della Chiron, della Divo e altre derivate speciali.