Troppe poche multe per uso di alcool e stupefacenti e per altri comportamenti pericolosi a fronte del grande numero di incidenti anche gravi causati da questi comportamenti. È questa l’accusa mossa dall’Unione Nazionale Consumatori tramite il suo presidente Massimiliano Dona. Che accusa: “Le multe per le infrazioni più pericolose sono troppo poche” e chiede più pattuglie in strada.

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Comportamenti pericolosi non sanzionati

In Italia le statistiche relative agli incidenti spiegano con precisione quali sono le maggiori cause di sinistri, anche gravi. In vetta alla classifica ci sono comportamenti scorretti e potenzialmente molto pericolosi come il mancato rispetto delle precedenze, che genera il 13% degli incidenti, o il mancato mantenimento delle distanze di sicurezza, che ne determina il 9%. Tuttavia, a fronte di percentuali così rilevanti, sono ben poche le multe effettuate dalle forze dell’ordine per scoraggiare questi comportamenti: la mancata precedenza ha portato nell’ultimo anno a 36.000 multe (lo 0,18% del totale), mentre quelle per la mancata distanza di sicurezza sono state solo 14.000 (lo 0,07% delle sanzioni complessive).

Anche alcool e droga, che risultano tra le più importanti e potenzialmente pericolose cause di incidente, non sono adeguatamente sanzionate, come spiega Massimiliano Dona: “Le sanzioni comminate nel 2019 dalle forze dell'ordine per guida sotto l'influenza di sostanze stupefacenti (art. 187 Cds) sono solo lo 0,03%, 5.340 (837 quelle date dai vigili), quelle per guida in stato di ebbrezza alcolica (art. 186 Cds) sono 42.485, lo 0,21%, nonostante, secondo Istat ed Aci, l’8,7% degli incidenti con lesioni rilevati da Carabinieri e Polizia Stradale sia correlato all'alcol ed il 3,4% alla droga”.

Ma sono anche altri i comportamenti pericolosi che non vengono quasi mai adeguatamente puniti in rapporto alla loro potenziale pericolosità. Uso del telefono alla guida, sorpassi pericolosi e mancato uso del casco generano un numero estremamente limitato di multe.

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20 milioni di multe per gli italiani

Complessivamente, nel corso dell’ultimo anno sono state comminate in Italia circa 20,2 milioni di multe sulle strade. Ma quali sono quindi i comportamenti più sanzionati? Si tratta di azioni scorrette ma non pericolose, come la sosta vietata (che vale 3,5 milioni di multe, oltre il 17% del totale) e l’ingresso nelle ZTL, che costituisce 50,5% delle sanzioni, con ben 10,2 milioni di multe.

"Va meglio per il superamento dei limiti di velocitàspiega ancora Dona - il 12,46% delle multe. Questo grazie al fatto che le postazioni da remoto, gli autovelox fissi, sostituiscono la mancanza di pattuglie in strada. Ma multare dopo 90 giorni chi è non ha rispettato i limiti di velocità non è come bloccarlo mentre sta andando troppo forte e sta mettendo in pericolo la vita di altre persone".

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L’appello per maggiori controlli

Secondo l’Unione Nazionale dei Consumatori sarebbe importante, ai fini della sicurezza stradale, poter contare su maggiori controlli ad automobilisti e motociclisti. Con una quantità maggiore di personale sulle strade. "Servono più pattuglie in strada, più controlli per le infrazioni realmente pericolose e meno ausiliari della sosta che non possono multare chi crea veri pericoli per la circolazione e mette a rischio l'incolumità delle persone. Troppo facile fare cassa multando chi non posteggia correttamente, dato che non ci sono abbastanza posti auto nelle nostre città, peraltro per colpa dei comuni stessi, che, in violazione dell'art. 7 comma 7 del Cds, non destinano i proventi dei parcheggi all'installazione e costruzioni di nuovi parcheggi. Che fine hanno fatto i controlli serali per la guida in stato di ebrezza?" ha concluso Dona.

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