Il mercato auto torna a respirare. Il rifinanziamento dell’ecobonus e gli incentivi contenuti nel decreto rilancio hanno contribuito a spingere le immatricolazioni fino a livelli paragonabili al 2019. Il calo è contenuto nello 0,43%, manna dal cielo dopo i mesi terribili segnati dalla caduta libera scandita dal -85% di marzo, dal -98% di aprile che hanno pesato come macigni sull’andamento, in negativo, dei primi sette mesi del 2020.

Infatti, nel complesso, nel periodo gennaio-agosto 2020 sono stati venduti 809.655 pezzi contro le 1.325.704 nello stesso periodo del 2019.

I privati tornati nelle concessionarie

I fondi della Legge Rilancio hanno dato una spinta ai consumi dei privati, saliti del 27% e arrivati a toccare il 70,8% della quota di mercato totale. Di contro, il noleggio torna in negativo con il -2,4% di richieste rispetto allo stesso periodo del 2019.

Meccanismi da rivedere

Il rifinanziamento dell’ecobonus, dunque, sta dando i primi frutti, ma c’è ancora tanto da fare. Secondo l’UNRAE il meccanismo della divisione dei finanziamenti rappresenta criticità, perché se da un lato favorisce molto le vetture meno inquinanti - vedi le elettriche - i fondi stanziati per le vetture più appetibili per il mercato sono giudicati insufficienti.

Incentivi auto, ecco quelle più convenienti

“L’UNRAE - Ha dichiarato il presidente Michele Crisci - ha manifestato da subito favore verso il sostanzioso rifinanziamento del fondo ecobonus, ma forte perplessità in merito alla sua suddivisione dei finanziamenti in 3 plafond, che sono disconnessi dalle reali segmentazioni di mercato e rischiano, quindi, di frenare le libere scelte dei consumatori. E’, infatti, verosimile pensare che il plafond di 100 milioni di euro destinato ai veicoli che emettono da 91 a 110 g/km di CO2 si esaurirà anzitempo (forse già nelle prossime settimane) creando inevitabili distorsioni di mercato. Riteniamo, pertanto, fondamentale che le Istituzioni competenti rivedano le disposizioni suddette prevedendo la possibilità di riallocare le risorse in eventuale esubero, verso i fondi prematuramente esauriti”.

I numeri nel dettaglio

E sono i numeri delle immatricolazioni per alimentazione a sostenere la tesi. Sono in forte calo benzina (-17,7%) e Gpl (-33,1%), rispettivamente al 36,2% e 6,8% di quota, ma anche il Diesel scende e tocca i -8,1% (al 35,3% del totale). Al contrario, cresce dell’11,9% il metano, al 2,8% di rappresentatività.

Di contro, l’impatto del nuovo ecobonus è stato più che positivo per le vetture ibride, plug-in ed elettriche. Le ibride salgono in agosto al 15% di quota, (11,5% negli 8 mesi), le plug-in salgono dallo 0,3% all’1,8% (1,2% nel cumulato) e le elettriche dallo 0,6% al 2,1% (1,6% negli 8 mesi).

Ambiente più green

Il lento e progressivo svecchiamento del parco circolante sta avendo un impatto positivo, come prevedibile, sulle emissioni medie di CO2, scese dell’8,9% in agosto le, passando dai 118,9 g/km di un anno fa agli attuali 108,4. Nei primi 8 mesi la riduzione è del 6,6% a 111,8 g/km (-8 g/km).

Cambio di rotta

Il cerotto, però, potrebbe non bastare. Il sistema ha bisogno di un intervento strutturale, che passa da una riforma fiscale del settore: “Con la prossima Legge di Bilancio 2021, sulla quale il Governo ha già avviato una discussione al suo interno, intravvediamo la necessità che venga presa in seria considerazione la riforma fiscale dell’auto aziendale, con un orizzonte strutturale o almeno pluriennale. Oltre a ciò sarà di particolare importanza pensare all’infrastrutturazione del Paese con le stazioni di ricarica, in modo da consentire una rapida diffusione dei veicoli ad alimentazione elettrica, e con le stazioni di rifornimento di quelle a idrogeno, e ad un piano di incentivi all’acquisto per il 2021 e gli anni a venire. Per questo motivo – conclude Crisci - l’UNRAE auspica che le Istituzioni possano individuare tempestivamente una strategia di lungo periodo consistente ed efficace per svecchiare il parco circolante in linea con i progetti e i target definiti dall’Unione Europea. La principale sfida per lo sviluppo del nostro Paese consiste nel superare gli interventi emergenziali, apprezzabili ma limitati, approdando a piani più ambiziosi e di lungo respiro”.