Si chiama alcool lock, ed è un sistema che sta prendendo sempre più piede all’estero, soprattutto negli Stati Uniti. E che ora arriverà anche in Italia. Il suo scopo è quello di ridurre le morti e gli incidenti sulle strade causati da guidatori in stato di ebbrezza. Un’iniziativa promossa dal CNEL, che ha presentato il disegno di legge e ora attende il termine dell’iter legislativo prima di rendere effettivo l’obbligo di adozione di questo sistema.

Ma di che si tratta? L’alcool lock è un dispositivo in grado di rilevare la presenza di alcool nel fiato dei guidatori, come nei tradizionali test che vengono effettuati dalla polizia stradale o dagli automobilisti stessi. La differenza sta nel fatto che, se il sistema rivela una presenza acolica superiore al consentito, la vettura non parte. Per evitare frodi, il test deve essere effettuato più volte durante il tragitto. Se in occasione di una delle verifiche viene rilevata positività, l’auto entra in modalità panico, cioè i fari lampeggiano e il clacson suona finché il guidatore non spegne la vettura.

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Obiettivo riduzione degli incidenti

L’adozione di questo sistema ha come obiettivo quello di ridurre le vittime di incidenti causati da guida in stato di ebbrezza, che in Italia sono oltre 2.500 all’anno. Nonostante la sensibilizzazione è infatti molto difficile disincentivare la guida dopo aver bevuto, visto anche lo scarso numero di controlli effettuato e di sanzioni comminate. Nel nostro Paese in media c’è la possibilità di essere sottoposti ad alcool test una volta ogni 39 anni, contro gli appena due della Svezia.

Un obiettivo che all’estero è stato già raggiunto: in molte nazioni dove questo sistema è già diffuso, le morti causate da guida sotto l’effetto di alcool si sono ridotte fino al 15%. Anche se non senza qualche polemica e incidente di percorso. Non tutti i sistemi sono infatti efficaci, e talvolta danno risultati errati o falsamente positivi. Ma ci sono anche conseguenze più gravi causate dall’alcool lock. Negli Stati Uniti è successo perfino che, distratto dal test (il dispositivo gli era caduto sul tappetino), un automobilista sobrio abbia causato un incidente mortale.

Benché ci siano decine di cause legate a incidenti causati da questo sistema, la tendenza è quella di una sempre maggiore diffusione di questo sistema. Negli USA sono già 350.000 le auto dotate del dispositivo, e si pensa già a renderlo obbligatorio su tutte le auto nuove a partire dal 2024.

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Obbligo solo per i condannati

In Italia la nuova legge prevede che i dispositivi alcool lock vengano montati solo sulle auto di persone che siano già note alle forze dell’ordine per guida in stato di ebbrezza. Il sistema, specificano dal CNEL, dovrà essere montato a spese dell’automobilista e quindi senza aggravio sulle casse dello Stato.

"Il disegno di legge se approvato offrirebbe uno strumento fondamentale nella prevenzione degli incidenti – ha spiegato Robero Sgalla, componente della consulta del CNEL - Purtroppo gli incidenti alcool correlati incidono pesantemente nella sinistrosità stradale e nel conto dei morti. In particolare le recidive sono numericamente rilevanti. La Consulta del Cnel si è fatta interprete di una reale necessità e di una esigenza di tutela della circolazione".

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