La riapertura delle scuole costituisce un passo importante per il nostro Paese, che dopo mesi di lezioni a distanza e le vacanze estive vedrà milioni di studenti tornare in classe. E a fare del rientro in aula un’incognita non ci sono solo le questioni legate al distanziamento sociale e delle date della riapertura, ma anche il nodo degli spostamenti. A causa della paura di contrarre il virus sui mezzi pubblici, moltissimi studenti cambieranno il modo di coprire il tragitto casa-scuola, privilegiando sempre più i veicoli privati.

A fotografare la situazione a pochi giorni dalla riapertura è Subito.it, tramite uno studio affidato a mUp research e Norstat su un campione di famiglie con figli di età compresa tra i 2 e i 18 anni. Il sondaggio ha rivelato che quasi un terzo dei bambini e dei ragazzi cambierà il modo in cui raggiunge la scuola per questo primo anno scolastico iniziato nell’epoca Covid.

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Meno mezzi pubblici, più auto private

La tendenza più evidente fotografata dal rapporto è quella di una disaffezione delle famiglie con figli studenti verso i mezzi pubblici, considerati come possibili ambienti di contagio: autobus e tram verranno scelti dal 14,9% dei ragazzi, contro il 16,7% del 2019. In calo anche metropolitane e treni, che si fermeranno al 2%, e lo scuolabus, che scenderà dal 7,6 al 5,2% delle scelte.

Di conseguenza aumenteranno sensibilmente le famiglie che porteranno i figli a scuola con mezzi privati, auto e moto: la loro quota passerà dal 50,2 al 57%, con attese conseguenze sul traffico e sull’inquinamento. Ad aumentare però saranno anche coloro che compiranno il tragitto casa-scuola a piedi: dal 31,1% dell’anno scorso si arriverà al 31,7%: in totale, quasi 2,7 milioni di studenti.

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Abitudini diverse

Secondo il rapporto il cambio di mezzo, totale o parziale, riguarderà complessivamente quasi un terzo degli studenti, pari a circa 2,5 milioni tra bambini e ragazzi. A stimolare questa trasformazione sarà anche lo scaglionamento degli orari di ingresso, che obbligherà molte famiglie a riformulare le proprie abitudini. La paura del contagio resta comunque la motivazione maggiore. Tra le famiglie che cambieranno mezzo di trasporto una su due (875mila nuclei) lo faranno per evitare occasioni di far contrarre il virus ai figli, il 30,1% per il cambio di orario d’ingresso e il 24,1% per motivi familiari.

Il timore del virus coinvolge soprattutto le mamme (preoccupate per il 67,6% contro il 64,4% dei papà) e le famiglie con figli che frequentano scuole primario di primo e secondo grado (rispettivamente con il 72,7 e il 78,2% di genitori che temono il contagio per i figli). A preoccuparsi sono soprattutto le madri e i padi dei ragazzi che si recano a scuola da soli e che non possono di conseguenza essere controllati.

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