Accomunate da un legame - attuale una, in fieri l'altra - con le corse, diversissime per strade seguite nell’essere super. Ferrari F8 Tributo e Maserati MC20 condividono idealmente luoghi, aria modenese che è garanzia di una tecnica votata alla performance estrema.

Su strada la presenza è simile negli ingombri (4,61 metri in lunghezza la F8 Tributo contro 4,67 di MC20; larghezza di 1,98 la prima contro 1,96 la seconda; un metro e 20 in altezza confrontato al metro e 22 cm di Maserati), con le dovute differenze stilistiche e un comune denominatore: sfruttare l’aerodinamica senza disturbare le linee della carrozzeria.

Ecco, diverse, le due supercar, non potrebbero esserlo di più. Per potenza, motorizzazione, contenuti tecnologici. Vale metterle fianco a fianco, per scoprire la lettura da un lato strettamente derivata dalle competizioni, dall’altra base per approdare, nuovamente, alle corse.

Il fattore aero, F8 Tributo estrema

Il design è più che mai funzione, perché ogni linea della Ferrari F8 Tributo è pensata in chiave prestazione aerodinamica. Ed è un campo sul quale l’estremizzazione risulta superiore a Maserati MC20. Dall’S-Duct al diffusore con appendici attive – per ottenere il massimo carico o, ruotando le paratie a 14°, far stallare il diffusore e privilegiare il basso drag per la velocità massima -, fino allo spoiler soffiato, più efficace della Ferrari 488 GTB nello sviluppare carico senza impattare sul drag, la F8 Tributo dichiara il 25% di extra-carico (325 kg di deportanza a 250 orariper 488 GTB).

Maserati MC20, della filosofia aerodinamica di F8, condivide l’utilizzo del fondo, dell’estrattore, dell’aria calda prodotta dalle masse radianti per incollare il corpo vettura all’asfalto.

Carbonio per avvolgere il pilota

In un impianto tecnico con motore posteriore centrale comune a entrambe, MC20 sfoggia un telaio in fibra di carbonio contro lo spaceframe in alluminio (11 differenti specifiche) e magnesio dell’architettura Ferrari. Il peso? La ricerca sull'alleggerimento condotta dai tecnici sulla F8 Tributo abbatte il peso fino a 1.435 kg in ordine di marcia, contro i 1.500 kg di Maserati MC20.

Basti pensare che il solo motore V8 3.9 litri biturbo è 18 kg più leggero dell’unità della 488. Tributo a un motore pluripremiato Engine of The Year, al punto più alto del suo sviluppo.

Motore, V8 alla sua massima espressione

I 720 cavalli (limitatore a 8.000 giri/min) e 770 Nm di coppia sono frutto di un’ottimizzazione al di là dei numeri, che passa dall’aspirazione ripresa dalle Ferrari 488 Challenge, l’adozione di collettori di scarico in Inconel, bielle in titanio.

Il Tridente risponde con innovazioni non meno importanti sul V6 3 litri biturbo Nettuno, di produzione propria, mentre proprio la fornitura delle unità Ferrari volge al termine, a fine 2020. I numeri dicono 630 cavalli a 7.500 giri/min e 730 Nm, per una potenza specifica elevatissima su un 3 litri destinato alla produzione stradale: 210 cavalli/litro, dove F8 Tributo si ferma ai 185 cavalli/litro.

Cos’ha di inedito ed esclusivo il motore MC20? La precamera di combustione, con microfori di collegamento con la camera principale, una soluzione a vantaggio di un’elevata potenza mantenendo il controllo delle emissioni inquinanti. 

Il semplice esercizio di confronto delle prestazioni velocistiche non può raccontare tutto delle due supercar, rappresenta però specializzazioni a loro modo diverse. Da 0 a 100 orari, F8 Tributo e MC20 scattano entrambe in 2”9, una progressione che ai 200 orari vede, tuttavia, la Rossa staccare di un secondo netto la due posti del Tridente: 7”8 contro 8”8. Una corsa che prosegue oltre i 325 orari per Maserati, fino a 340 orari per la Ferrari. In parte differenti sono anche le trasmissioni, entrambe doppia frizione, l’8 marce MC20 contro il 7 rapporti F8 Tributo.