Il termine “papamobile” è ormai entrato a buon diritto in tutti i dizionari di italiano. E benché questa parola ci faccia pensare alle Mercedes Classe G dalle quali il pontefice saluta le folle, in questa categoria rientrano anche auto decisamente meno vistose. Tanto più nell'epoca di papa Francesco, poco avvezzo al lusso e amante di soluzioni il più possibile economiche e poco vistose. Tra queste c'è la Toyota Mirai a idrogeno che la Casa giapponese ha donato ieri, prima dell'udienza del mercoledì, a Bergoglio.

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Toyota ecologica

Anche se oggi il futuro sembra essere elettrico, l'idrogeno è una delle vie che nei decenni a venire potranno essere sviluppate per raggiungere l'obiettivo delle emissioni zero. Un tema, quello dell'ecologia, caro anche a Papa Francesco, come ha più volte messo in primo piano. Arrivando a pubblicare anche un'enciclica, Laudato sì, dedicata proprio alla cura del mondo e della natura. Non stupisce quindi che il pontefice scelga quando possibile vetture a basso impatto ambientale, come la Mirai a idrogeno.

La Toyota in questione venne utilizzata da Bergoglio nel corso del viaggio apostolico del 23-26 novembre in Giappone. Ora, quasi un anno dopo, la Casa del sol levante ha donato al Papa quella stessa vettura, caratterizzata dalla immancabile colorazione bianca e dalla targa SCV 1 (Stato della Città del Vaticano, numero 1) esclusiva delle vetture utilizzate dal pontefice.

La Mirai, il cui nome in giapponese significa “futuro”, è mossa da un motore elettrico da 154 cavalli alimentato a idrogeno. Nell'auto non avviene alcun processo inquinante, se non la reazione tra l'idrogeno e l'ossigeno, che provoca come unico scarto l'acqua. La Mirai ne “produce” circa 12 litri ogni 100 km percorsi.

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