L’Amministratore Delegato di Toyota Motor Italia Mauro Caruccio ha ufficialmente presentato la Toyota Mirai al Presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini e agli Assessori della Giunta Regionale.
L’ammiraglia della Casa giapponese è ufficialmente la prima berlina elettrica completamente alimentata a idrogeno e la prima ideata dagli ingegneri del Marchio per essere interamente prodotta in serie.

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Nel mondo dell’automotive, l’interesse di Toyota verso l’ambiente non è certo una novità, lo abbiamo visto con i tantissimi modelli Hybrid sviluppati e messi in commercio, ma con Mirai – espressione che in lingua giapponese significa futuro – Toyota sembra aver deciso ancora una volta di diventare pioniera nel campo dell’innovazione.

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Il futuro è adesso

Come dichiarato più volte da Toyota, il Marchio crede fortemente nelle potenzialità dell’idrogeno e nello sviluppo di tecnologie a zero impatto ambientale. Proprio per questi motivi, dunque, la Casa nipponica intende incoraggiare l’incremento di una società in cui il fabbisogno giornaliero possa essere appagato attraverso delle fonti energetiche diversificate. “L’incontro con il Presidente della Regione ha rappresentato l’occasione per illustrare la visione del gruppo Toyota per la mobilità del prossimo futuro e per presentare la Toyota Mirai - ha spiegato l'AD Mauro Caruccio -, una vettura che emette solo acqua dal tubo di scarico. In Toyota riteniamo che l’idrogeno rappresenti una risorsa chiave per favorire un maggiore utilizzo dell’energia da fonti rinnovabili. [...] e siamo lieti di dare il nostro contributo e diffondere la conoscenza della nostra tecnologia e dei suoi benefici per l’ambiente”.

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Autonomia di 500 km

La Toyota Mirai, ad oggi, ha fatto registrare oltre 10.000 unità vendute in tutto il mondo. Un traguardo interessante se si pensa che la berlina giapponese è alimentata interamente grazie ad un gas: la potenza elettrica è originata direttamente dall’idrogeno contenuto all’interno di alcune celle a combustibile presenti nella vettura. L’effetto che si ottiene da questo procedimento è quello di avere tra le strade un’auto in grado di sviluppare un’autonomia di 500 km, capace di accelerare da 0 a 100 k/h in 9 secondi e in grado di rifornirsi completamente in poco più di cinque minuti. Ovviamente, tutto questo senza tralasciare silenziosità, maneggevolezza e piacere di guida. Sempre con un occhio di riguardo verso l’ambiente e il futuro del pianeta.

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