Boris Johnson accelera per rivoluzionare la Gran Bretagna: il premier conservatore, salito agli onori della cronaca a inizio 2020 per le scellerate scelte di gestione della pandemia, si è prodotto adesso in un annuncio d’impatto riguardo la mobilità green del futuro: stop dal 2030 a tutte le auto a benzina e diesel.

IN ANTICIPO DI DIECI ANNI

Il precedente obiettivo era il 2040 e anche altre nazioni si sono stabilizzate su queste tempistiche, invece Johnson ha giocato d’anticipo, annunciando subito un piano di 10 punti per una rivoluzione industriale verde che domani sarà illustrato in Parlamento. Si parla di 250.000 posti di lavoro e dell’impegno ad abbattere la totalità delle emissioni inquinanti entro il 2050; all’orizzonte, la 26esima Conferenza mondiale sul clima delle Nazioni Unite (CoP 26) che è stata rinviata al 2021 (si terrà a Glasgow dal 1 al 12 novembre prossimi) e che sarà organizzata da Gran Bretagna e Italia in collaborazione.

2 MILIARDI DI INVESTIMENTI

Il piano per la sostenibilità indica come i veicoli ibridi potranno circolare fino al 2035 prima di lasciare campo ai full-electric. L’opera di cambiamento è ardua e ha bisogno di accelerare i tempi in maniera netta, nonostante le (prevedibili) proteste dei produttori e dalle associazioni britanniche di industriali e commercianti. Johnson, nel dossier che presenterà a Westminster, metterà sul piatto: 1,3 miliardi di sterline da investire nei prossimi dieci anni per installare postazioni di ricarica per l’elettrico; 582 milioni di prestiti a fondo perduto per l’acquisto nella fase intermedia di veicoli a zero emissioni; 500 milioni per la riconversione di linee industriali nelle fabbriche automobilistiche e nell’indotto delle Midlands e del nord-est del paese. Il primo ministro inglese conta sull’appoggio del neo-eletto presidente americano Joe Biden, molto più che sul – pur vicino nelle idee politiche - presidente uscente Donald Trump.

ZONE VERDI A TAPPETO

Tra gli obiettivi del governo, c’è quello di sostenere lo sviluppo di motori diesel puliti HGV per trasporto merci e di impianti di riscaldamento a idrogeno per intere città, sempre entro dieci anni. A completare la rivoluzione verde, secondo le parole di Johnson si dovranno piantare nuovi alberi a tappeto, risanare siti naturalistici e aree verdi, moltiplicare le piste ciclabili e pedonali, dotare le abitazioni di impianti alimentati ad energia eolica. Tutto entro il 2030. Questo il grande proposito del premier che ha puntato sull’immunità di gregge a marzo 2020.

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