Niente ristori? Niente benzina. Le stazioni di rifornimento di carburante e i benzinai tornano a incrociare le braccia e annunciano nuove chiusure per protestare all'esclusionde dell'intero comparto dal nuovo Decreto Ristori emanato dal Governo. Dai centri urbani fino alle autostrade: lo sciopero dei benzinai, previsto per la settimana del 14-17 dicembre, è stato annunciato da un comunicato congiuto dei sindacati e dalle organizzazioni di categoria.

"La decisione si è resa necessaria in conseguenza della inspiegabile indisponibilità del Governo ad inserire le piccole e piccolissime imprese di gestione a cui sono affidati gli impianti, nel novero delle categorie che beneficiano dei provvedimenti di sostegno inseriti nei diversi Decreti Ristori", si legge nella nota.

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Chiusura benzinai dicembre: giorni e orari 

Quella prevista tra due settimane, sarà la seconda protesta indetta in meno di un mese dopo la chiusura delle pompe di carburante dello scorso 27 novembre sulle reti autostradali. Nel dettaglio questo nuovo sciopero dei benzinai inizierà la sera di lunedì 14 dicembre e durerà fino alla mattina di giovedì 17 dicembre. A chiudere come anticipato, saranno tutti gli impianti di distribuzione carburanti, sia quelli della rete ordinaria, come i centri urbani, e sia quelli sulla viabilità autostradale.

Lo stop come scrivono Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio si è reso necessario poiché il crollo dei fatturati a causa dell'abbattimento del traffico e dei limiti posti alla mobilità e a tutti i trasporti, con i costi da sostenere invariati, è l'inizio del fallimento di tante piccole imprese di un settore che dà lavoro a circa centomila persone.

"La distribuzione carburanti è classificata come servizio pubblico essenziale, dovendo garantire, pur nelle attuali come già nelle passate circostanze emergenziali, la continuità e regolarità dell'attività, nell'interesse della collettività, per consentire lo spostamento delle persone ed il trasporto di ogni genere di merci. Ne consegue che i gestori, oltre a subire contrazioni drammatiche del proprio fatturato per effetto delle restrizioni alla mobilità e del coprifuoco notturno, non hanno alcuna possibilità di contenere i notevoli costi fissi necessari a mantenere l'attività di distribuzione a disposizione del pubblico. Ciò che, già in questi giorni, sta causando sul territorio chiusure incontrollate e forzate, a causa della mancanza di liquidità e della impossibilità di acquistare forniture di prodotti. Fatti che preludono all'ormai prossimo progressivo fallimento delle piccole imprese di gestione, con riflessi drammatici sui livelli occupazionali del settore che da' lavoro a quasi 100.000 persone", dichiarano le associazioni del comparto.