A poche settimane dal periodo delle festività natalizie, il Governo starebbe pensando di allentare alcune delle norme riguardanti gli spostamenti nei giorni di Natale, Santo Stefano e Capodanno. L'attuale piano prevede infatti che nei giorni del 25 e 26 dicembre e il 1° gennaio non sia possibile spostarsi al di fuori del proprio comune. Una decisione presa per evitare assembramenti e riunioni familiari troppo numerose e che ha suscitato molte polemiche. Al punto che, dopo gli appelli di membri della maggioranza e di amministratori locali la norma potrebbe essere modificata.

Dpcm Natale: confermati stop agli spostamenti, coprifuoco anche a Capodanno

Norma contestata

Al momento Giuseppe Conte si trova a Bruxelles per il Consiglio Europeo, ma al suo ritorno ha già in programma una serie di incontri con i capigruppo di tutte le forze politiche, incluse quelle di opposizione. Al centro del dibattito sarà in particolare una norma tra quelle che saranno in vigore nel periodo natalizio, cioè il divieto di spostarsi fuori dal proprio comune nei giorni fulcro delle festività.

Tale provvedimento è stato sin da subito osteggiato in quanto discriminatorio nei confronti di chi vive in centri di piccole dimensioni, e non potrà incontrare i parenti pur vicini ma residenti nel territorio di un altro comune. “Mi auguro davvero che questa bozza del DL, visto l'effetto che sta facendo, venga modificata. Perché qui invece del buon senso tanto auspicato vedo solo del non senso” aveva attaccato duramente il presidente della regione Liguria Giovanni Toti all'indomani dell'approvazione delle norme.

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L'appello dei sindaci

Oltre che dalle forze politiche di maggioranza e opposizione, un appello arriva dagli otto sindaci del Mugello, che hanno scritto al premier Conte e al presidente della Toscana Giani. “Più piccola è una comunità e più è cosa ordinaria avere parenti stretti nei comuni limitrofi – hanno scritto i primi cittadini - Riteniamo opportuno, quantomeno per le festività, permettere il ricongiungimento dei genitori soli con i propri figli anche se non residenti nello stesso comune. Tanto più che, in caso di Regione in area gialla, la misura varrebbe solo per i tre giorni indicati. Un ragionevole compromesso è di individuare degli ambiti nei quali applicare il divieto di spostamento per permettere a genitori e figli di passare insieme le festività”.

Ora la palla passa ancora una volta nelle mani del Governo, che dovrà decidere se confermare o modificare le norme relative al Natale e a Capodanno. Intanto continuano a rimanere in vigore le norme sulla chiusura di bar e ristoranti alle 18 e sul coprifuoco, che resterà fisso alle 22 anche la vigilia di Natale e il 31 dicembre.

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