Guardare avanti e ripartire. Questo lo spirito con cui Federauto, Unrae e Anfia affrontano i dati del mercato automotive dell’annus horribilis 2020. Il segno meno è pesantissimo e il risultato era prevedibile, a causa dei numerosi colpi inferti al settore dell’automobile dall’emergenza Covid e dal lockdown primaverile.

MEZZO MILIONE IN MENO

Le immatricolazioni totali sono state 1.381.496, mezzo milione in meno rispetto al 2019 con una percentuale del -27,93%. Gli incentivi e le misure per l’acquisto di nuove vetture nei mesi estivi hanno tamponato i danni, mentre nel mese di dicembre – quando i bonus non c’erano più – sono state acquistate 119.454 auto con un calo del 14,95% rispetto all’anno precedente.

FCA IN TOP TEN

Guardando ai principali Marchi, FCA ha fatto registrare 331.120 immatricolazioni in tutto l’anno (-26,76%) per una quota di mercato del 23,97% (in aumento rispetto al 2019, +0,38%); nel mese di dicembre un lieve aumento rispetto allo stesso mese dell’anno prima con 31.369 unità vendute (+1,11%) e una sostanziale crescita della quota mercato (+4,17%) grazie a ben cinque modelli nella Top 10 del 2020. Panda è la best seller, Lancia Ypsilon, 500 e 500X seguono a ruota e Renegade è sesta in classifica generale. Gli altri Marchi hanno anch’essi chiuso dicembre in positivo: Volkswagen ha registrato un aumento del 15%, Toyota addirittura il 30% rispetto a dicembre 2019, Peugeot a +4,3% e Opel con il +8,7%.

PROSPETTIVE

La sensazione generale è che il 2021 proseguirà sulla falsariga dell’anno appena archiviato, subendo gli strascichi di un collasso economico di portata mondiale. Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, avverte che “non ci sono i margini per una stima ottimistica” e chiede auspica "un grande piano pluriennale per riqualificare il parco circolante italiano di autovetture, tenendo conto che l'auto, dopo la casa, è il secondo bene delle famiglie italiane per importanza economica". Si attendono nuovi sviluppi con la Legge di Bilancio per pianificare il futuro del settore e superare un momento tra i più critici per l’automotive. Il problema è anche la sfiducia dei lavoratori del mondo dell’auto: il 49% dei concessionari prevede un 2021 con le stesse percentuali di vendite del 2020. Il futuro è incerto, ma il tramonto non è roseo.

Il commento del Direttore: E Stellantis sia!