La corsa era partita da tempo, anni fa. Solo che gli altri hanno fallito, almeno in parte, lui l'ha realizzata. E non parliamo di realtà qualsiasi, ma di giganti dell'economia mondiale che ogni anno si danno battaglia per la leadership di guadagni (personali) e profitti (aziendali). Solo che un conto è inventarsi smartphone, tablet, il motore di ricerca più utilizzato al mondo o l'azienda che sta dominando l'e-commerce e lo shopping on line.

Tutto altro discorso è costruire una macchina, l'industria che tutti vorrebbero imitare e nessuno ci riesce, per la sua insita difficoltà. Almeno fino ad ora. Perche? con la rivoluzione elettrica in atto è diventato un po' tutto piu? facile. Così, mentre la Apple Car è stata appena riesumata - dopo 190 licenziamenti e le voci di chiusura del sogno della Mela - con l'indiscrezione che vorrebbe il rilancio del famoso Project Titan con tanto di debutto della iCar nel 2024; mentre Google naviga giocando a nascondersi con la sua divisione dedicata alle macchine a guida autonoma - la Waymo - ad anticipare tutta questa potente concorrenza è arrivato Jeff Bezos. Già, l'uomo più ricco del mondo per il terzo anno di fila (patrimonio di 113 miliardi di dollari...) sembra essere riuscito a battere tutti sul traguardo, regalando al mondo anche la suggestione della vettura elettrica senza conducente, targata ovviamente Amazon.

Ora, con tutto il rispetto per un simile imprenditore, ci viene spontaneo obiettare che la Zoox intravista sul web sembra realizzata su misura come furgoncino per la consegna dei mitici pacchi Amazon, magari quelli dell'ultimo miglio, ideali per circolare nei centri storici delle nostre città. O, nella versione robo-taxi, piuttosto che come auto da tutti i giorni.

Perche? ormai saremo anche abituati a tutto, ma alla macchina scatola - che altro di veicolo poteva venire in mente agli uomini di Amazon? - quella no, proprio no. Sarà anche geniale nella sua ideazione e ingegnerizzazione, ma una macchina senza posto di guida, con gli occupanti sistemati su divanetti frontali come su una diligenza o uno scompartimento di treno, una macchina priva di pedali, con anteriore e posteriore indistinguiibili perché proprio così deve essere, visto che potrà marciare sempre nella doppia direzione alla stessa velocità (massima 120 km/h), facciamo davvero fatica a digerirla.

Esteticamente, concettualmente, meccanicamente: a meno che, si intende non si limiti ai sui lavori ideali, tra consegna pacchi e, come già detto, robo-taxi. Se poi il futuro vorrà imporci anche questa "tortura” visiva, come soluzione per una mobilità davvero sostenibile, proveremo a farcene una ragione. Rammentando che la sua batteria da 133 kWh non esprime un'autonomia in chilometri, ma in durata - per la cronaca, 16 ore, con una sola carica -.

Che il suo sterzo a quattro ruote gli consente una manovrabilità totale anche in spazi ristrettissimi, mentre il campo di visibilita? a 270° annulla di fatto ogni rischio di angolo cieco. La prima di una serie ancora riservatissima di misure di sicurezza innovative (pare piu? di 100) che trasformano l'auto- scatola di Amazon, almeno in una scatola ipersicura. Aspettando la reazione di Google, che secondo noi qualcosa nella manica ancora conserva, lasciateci sognare macchine diverse, come quelle di una volta. Perché, se questo è il trend che ci riserva il futuro, per quanto tecnologicamente avanzatissimo, non riesce proprio a scatenare emozioni, piuttosto una valanga di rimpianti e tristezza. 

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