C'era una volta un sogno chiamato Bulldog. Un'mbizione profonda in casa Aston Martin, che alla fine degli anni '70 aveva deciso di entrare nei libri della Storia dell'Automobile con l'intendo di realizzare una macchina che potesse superare le 200 miglia orarie, ovvero 321 km/h, di velocità. La nuova Bulldog - una coupé squadrata simile nelle forme all'iconica DeLorean e potentissima con i suoi 600 cavalli - venne presentata nel 1980 per compiere quell'impresa, salvo poi finire nel club delle supercar dimenticate più famose. Oggi però quel sogno rivive.

TURBOCOMPRESSIONE DA 600 CV

Aston Martin Bulldog sta per tornare. E lo fa per raggiungere quel traguardo solo sfiorato. Lanciata 40 anni fa, colpì per le sue linee inusuali e anche perché nonostante fosse un'auto 100% inglese aveva il lato guida a sinistra. Lunga 4,75 metri, la sua motorizzazione era stata concepita con il compito esclusivo di realizzare quel record di velocità. Per spingerla, venne infatti utilizzato un V8 5,3 litri biturbo da 600 cv e 673 Nm di coppia. Le portiere ad ali di gabbiano e i mitici fari a scomparsa sono bellissime chicche di quel periodo.

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La Bulldog riuscì nell'impresa? No. O meglio, riuscì a battere il precedente record stabilito dalla Ferrari 512 Berlinetta Boxer (188 miglia orarie) spingendosi fino a 191 miglia. Non sufficiente ad abbattere la soglia dei 200, sebbene a Gaydon avessero promesso una velocità di 237 mph. E la delusione fu così enorme che della Bulldog, in origine sviluppata per poter realizzare un numero di esemplari tra le 12 e le 25 unità, rimase un solo modello al mondo, venduto nel 1984, trasformando infine l'auto in nulla più che una concept car.

UN PILOTA DA LE MANS PER RAGGIUNGERE LE 200 MIGLIA

Quarant'anni dopo, Aston Martin ci riprova aggiornando interamente l'auto, V8 compreso. A capo del progetto, Richard Gauntlett, figlio di Victor, colui che aveva seguito la progettazione del Bulldog originale. A pilotare la macchina per tentare di raggiungere la fatidica soglia delle 200 miglia, sarà Darren Turner, pilota Aston Martin nel mondiale Endurance, 24 Ore di Le Mans compresa.