Non c’è solo una dipendenza da pochi, cruciali, player globali, sulla fornitura delle celle per i pacchi batterie delle auto elettriche che l’industria deve superare. Della “crisi” delle forniture di chip e semiconduttori si continuano a registrare immediate ripercussioni sulla produzione industriale. L’ultimo rallentamento annunciato, nel corso della prossima settimana, è relativo all’impianto Stellantis a Melfi, per una carenza di chip e bassa domanda sul mercato.

La vicenda interessa tutto il settore auto e, nelle previsioni di Bosch, sarà un fattore determinante sulla produzione 2021, in grado di rallentare la ripresa (leggi quali sono state le 10 auto più vendute a gennaio). Certamente nei primi due trimestri dell'anno, una ripresa potrebbe avvenire dal terzo trimestre, salvo eventi imprevedibili legati al Covid, a impattare nuovamente sulla produzione di semiconduttori.

Produzione auto 2021 in lento recupero

Se nel 2020 sono state prodotti 78 milioni di veicoli, con le limitazioni della pandemia a fermare molto impianti produttivi e per molto tempo, il 2021 si stima possa andare verso gli 85 milioni. Un volume comunque di molto inferiore se confrontato al riferimento di 92 milioni di veicoli prodotti nel 2019 (nel 2017 il primato di 98 milioni di auto prodotte).

Cosa accade in merito alla fornitura dei chip e semiconduttori? Che l’industria automobilistica faccia ovviamente ricorso a fornitori esterni, specializzati nella progettazione di componenti elettroniche dedicate all’automotive, a loro volta aziende le cui commesse sono legate a un mercato sul quale un gigante come Taiwan Semiconductor Manufacturing copre il 56% della produzione globale di semiconduttori (dato dell’ultimo trimestre del 2020).

Industria auto, non è la sola alimentata dai chip

Chip che non sono vitali solo per le automobili – superfluo citare tutte le centraline e l’elettronica di bordo presente sulle auto, dalla gestione del motore agli Adas, dai sistemi di sicurezza alla guida fino agli infotainment – ma anche per l’industria dell’elettronica di consumo, in particolare. Secondo voci che circolano nel mondo automotive, i produttori di chip darebbero una sorta di precedenza facendo leva su una disponibilità superiore a pagare prezzi più elevati. Rumours.

Dalla metà di marzo del 2020, l’indice del comparto semiconduttori (PHLX Semiconductor) ha più che raddoppiato il proprio valore.

Rallentamenti alla produzione diffusi

La pandemia ha creato una situazione di rallentamento delle forniture anche a fronte di un rimbalzo del mercato auto a partire dall’estate 2019, una richiesta inattesa nella sua portata dai costruttori stessi, che si sono trovati costretti, già a partire dallo scorso dicembre, a rallentare la produzione: è toccato a General Motors a Vokswagen, Subaru, Toyota, Nissan, da ultime Stellantis e Ford.

Costruttori non senza “colpe” secondo gli analisti, rei di mantenere un sistema produttivo nel quale le scorte di componenti non vanno mai oltre la produzione settimanale/mensile.

Così, ecco interrogarsi su un altro settore sul quale si registrano voci di una necessaria, minore, dipendenza dalla fornitura di giganti con una posizione dominante sul mercato.