I numeri sugli Ecobonus 2021 destinati all’acquisto di auto non inquinanti parlano di un forte utilizzo soprattutto nella fascia di emissioni tra i 61 e i 135 g/km (ciclo WLTP), cioè per le vetture diesel e benzina Euro 6D, full e mild hybrid.

EURO 6D E DIESEL A RUBA

I fondi stanziati per questa fascia erano 250 milioni di euro e, dopo appena un mese di incentivi, sono rimasti poco più di 135 milioni, con la stima che entro marzo si esauriranno le finanze. Le altre fasce interessate dal bonus viaggiano su cifre più basse: 0-60 g/km hanno ancora a disposizione 106 milioni su 120. Gli italiani preferiscono ancora veicoli con motori tradizionali.

CENTRO STUDI PROMOTOR CON BENAMATI

A questo proposito, l’Onorevole Gianluca Benamati ha preso posizione sul rifinanziamento del bonus previsto dalla Legge di Bilancio, con l’appoggio manifestato anche dal presidente del Centro Studi Promotor Gian Primo Quagliano. Nella logica della transazione all’elettrico, si sottolinea come sia necessario incentivare ulteriormente la vendita di motori tradizionali di ultima generazione Euro 6D, che rappresentano circa l’80% della richiesta. È con i proventi delle vendite di questo tipo di autovetture che le Case automobilistiche possono trarre le risorse necessarie a sostenere gli investimenti nella mobilità elettrica.

RICALCOLARE CON CRITERIO

Se la fascia 61-135 g/km esaurirà i bonus entro un mese, quella delle auto full electric viaggia molto più lentamente e c’è la possibilità che al 31 dicembre, data di scadenza per gli incentivi, rimangano dei finanziamenti in esubero. In base a queste stime, sarebbe utile ricalcolare le quote a vantaggio della fascia più richiesta, per proseguire con criterio la strada verso una viabilità ecologica.

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