Gennaio 2021 col -14%, febbraio 2021 col -12,3%. Non va bene il mercato auto in Italia in questo inizio anno. Nel mese di febbraio sono state immatricolate nel nostro Paese 142.998 auto e nei primi due mesi dell'anno sono state 277.145, il 13,1% in meno dello stesso periodo dell'anno scorso. A diffondere questi dati il ministero dei Trasporti.

A fare un quadro della situazione ci pensa il Centro Studi Promotor che sottolinea come pesi sulle immatricolazioni di auto a febbraio in Italia l'accelerazione della pandemia, ma nel frattempo nota anche che il calo del mercato non è troppo negativo grazie al sostegno alla domanda degli incentivi previsti dalla legge Finanziaria. “Mentre lo stanziamento per gli incentivi alle auto 'verdi' (da 0 a 60 gr/km di emissioni di CO2) è più che sufficiente per far fronte alle richieste nell'intero anno, come è accaduto negli ultimi due anni, lo stanziamento per le vetture con alimentazione tradizionali con emissioni non superiori a 135 gr/km di CO2 si sta esaurendo molto rapidamente. Dal giorno dell'apertura delle prenotazioni, cioè dal 18 gennaio a ieri, ben 155 dei 250 milioni stanziati per l'acquisto di queste auto sono stati prenotati e su questa base si può prevedere che lo stanziamento si esaurirà intorno al 25 marzo. Nel mese di aprile le vendite potrebbero essere ancora sostenute dagli incentivi già prenotati, ma da maggio, l'effetto congiunto dell'accelerazione della pandemia e della fine degli incentivi potrebbe stritolare il mercato dell’auto”.

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La situazione dei Marchi

E com’è la situazione del nuovo gruppo Stellantis? Le immatricolazioni in Italia a febbraio 2021 sono state 59.047, il 13% in meno dello stesso mese del 2020, con una quota pari al 41,3% del mercato (-0,3%). Ma la situazione interna non è omogenea: i marchi prima in Fca calano di quasi il 20%, quelli in Psa il -2,2%. Tra i vari brand solo Citroen fa segnare un aumento: 8.243 veicoli registrati e +2,6%.

Non bene nemmeno gli altri Marchi. Il gruppo Volkswagen fa segnare un -23,2% (con 21.348 unità vendute) e anche per il brand le cose non vanno bene, -32,4%. Tengono botta Audi, col -5%, e Skoda, +0,4%. Male anche Renault: il gruppo fa registrare un calo del 21,7% e 11.085 immatricolazioni (-33,5% Renault e +5% Dacia). Segno meno anche per il gruppo BMW: -8,5% e 6.350 unità vendute, di cui 4.922 per il Marchio omonimo (-4,3%) e 1.428 per Mini (-20,5%). Mercedes segna un -19,2% e 3.875 unità. Bene Smart, spinta dalle motorizzazioni elettrificate. E che si dice dai gruppi asiatici? +4,4% per il gruppo Toyota che fa registrare 8.461 immatricolazioni: il brand omonimo cresce del 5.6%, cala Lexus dell’11.2%. Male Nissan (-25,2%), Honda (-14,4%), Mitsubishi (-35,8%) e Subaru (-31,8%). Balzo Suzuki, + 54,4%, e Mazda, +14,8%. Segno positivo anche per Hyundai con un +1,4%, negativo per Kia con un -18,3%. 

Bene Volvo, con 1.742 immatricolazioni e +23,4%, e Tesla che cresce dell’8,9% e fa registrare 281 unità vendute. Ancora in calo il gruppo Jaguar Land Rover, le immatricolazioni sono pari a 1.235 (-22,7%), e Porsche che perde il 14,3% (545 auto registrate). E Ferrari? Le 54 vetture di Maranello immatricolate segnano una crescita del 14,9%.

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Il governo deve rifinanziare gli incentivi

Fino a prova contraria - osserva Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor - l'obiettivo del Governo è sostenere l'economia per raggiungere quest'anno quantomeno l'incremento del 4% del Pil previsto dall'Istat. Il raggiungimento di questo obiettivo non è compatibile con un settore dell'auto al collasso. Occorre quindi che il Governo rifinanzi immediatamente gli incentivi per le auto più richieste dal pubblico. È anche indispensabile che il Recovery Plan preveda interventi significativi per sostenere il settore dell'auto strategico anche per la transizione ecologica”.

Ed ecco cosa dice Paolo Scudieri, presidente dell’Anfia: “Nel secondo mese dell'anno, assistiamo nuovamente a una performance negativa del mercato dell'auto, visto che volumi così bassi non si vedevano da febbraio 2015. Pur in presenza di un migliorato clima di fiducia di consumatori e imprese, anche grazie alla ritrovata stabilità politica, con l'avvio delle attività del nuovo Governo, sull'opportunità attuale all'acquisto di beni durevoli, fra cui l'automobile, da parte dei consumatori, si rileva un peggioramento nel mese, evidentemente per via di una situazione economica ancora critica che necessita di tempo e interventi adeguati ad una vera ripartenza”. E poi prosegue: “Le misure di incentivazione alla domanda, in vigore fino a fine giugno si confermano indispensabili per sostenere il comparto in un momento delicato. Sono sempre in controtendenza le immatricolazioni di auto elettrificate, con le ibride ed elettriche, insieme, in rialzo del 141,8% nel mese con una quota del 34,8% e il sorpasso sulle auto a benzina (33% di quota). Analogamente le ibride mild e full, che rappresentano il 28,9% del mercato di febbraio, superano la quota delle vetture diesel (24,6%). Ottima performance anche per le ricaricabili, i cui volumi mensili superano del 124,5% quelli di febbraio 2020, toccando una quota del 5,9% (2,3% a febbraio 2020 e 5% a gennaio 2021). Proprio a partire da questi numeri nei segmenti protagonisti della rivoluzione green, auspichiamo una quanto più possibile rapida attuazione degli interventi necessari per traguardare con successo la transizione tecnologica che la filiera automotive sta attraversando”.

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