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Renault, 4 famiglie di motori e stop agli investimenti su nuovi diesel

Renault, 4 famiglie di motori e stop agli investimenti su nuovi diesel© Renault

Nel percorso di razionalizzazione e riduzione dei costi, il Gruppo non investirà per sviluppare nuovi motori turbodiesel, piuttosto aggiornerà la famiglia dCi attuale. Da 8 famiglie di motori si passerà a 4, powertrain elettrico compreso

26 aprile

Quando Luca de Meo introdusse la Renaulution che il Gruppo francese avrebbe seguito nei prossimi anni, uno dei punti centrali guardava alla razionalizzazione dell'offerta di prodotto.

Con l'assemblea generale annuale degli azionisti di venerdì 23 aprile, il percorso guadagna nuovi dettagli. Si punta a realizzare già tra fine 2021 e il 2022 una riduzione dei costi fissi pari a 2 miliardi di euro mentre l'impegno a razionalizzare l'ingegneria e la gamma di modelli registra lo stop a 7 progetti.

In compenso, sono 8 le novità di prodotto in fase di sviluppo, per una gamma che nei prossimi anni vedrà diminuire del 25% le differenze tra modelli. Nove sono al passo della validazione del design e dell'architettura.

Motori diesel, stop agli investimenti

In questo quadro, la decisione comunicata da Renault di uno stop agli investimenti nella progettazione di nuove famiglie di motori diesel è del tutto logica se letta peraltro con gli obiettivi dichiarati di vendita al 2025, quando Renault in Europa punta a realizzare il 65% dei volumi con auto elettriche e, nel 2030, il 90%

I motori turbodiesel attualmente in gamma - con la riduzione che si avrà a un'unica famiglia di unità dCi - continueranno a essere aggiornati e proposti sul mercato, in un parco di gruppi motopropulsori che complessivamente - considerate tutte le tipologie di alimentazione, dai motori termici agli elettrici - si ridurrà a 4 famiglie, dalle 8 prima del piano Renaulution.

Motori che andranno a coprire livelli di potenza compresi nella forchetta tra i 45 e i 400 cavalli. 

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