Il ritorno dei Alfa Romeo Giulia al servizio dei Carabinieri. La più famosa delle gazzelle riprende il suo posto. 

Da sette decadi le auto del Biscione rappresentano per gli italiani un binomio con l'Arma. Negli ultimi tempi le gazzelle erano state straniere, ma la storia è tornata alle sue origini. Presso il Centro Stile Alfa Romeo di Torino è stata consegnata una Giulia  2.0 Turbo 200 CV AT8 per il Nucleo Radiomobile dei Carabinieri, dedicata al controllo del territorio.

Si tratta di una flotta di 1.770 esemplari, destinata a rimpiguare le unità Alfa per l'Arma, che solo negli ultimi 45 anni ha visto modelli storici del Marchio servire, quali Alfetta, Alfa 90, la 75, la 155, la 156 e la 159La  prima è stata la 1900 M “Matta” nel 1951.

Alla cerimonia hanno partecipato il Presidente del Gruppo Stellantis John Elkann, il Comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, Teo Luzi, il CEO del Brand Alfa Romeo, Jean-Philippe Imparato, l’Italy Country Manager di Stellantis, Santo Ficili, il Comandante della Regione Carabinieri Piemonte e Valle d’Aosta, Aldo Iacobelli e il Comandante Provinciale Carabinieri di Torino, Francesco Rizzo.

Dotazione speciale

La livrea è quella classica dell'Arma, elegantissima su Giulia. La dotazione specifica prevede parabrezza blindato e cristalli laterali e lunotto antisfondamento, pannello messaggio variabile aerodinamico, due lampeggianti con luce laterali e faro orientabile, lampeggianti led su specchi retrovisori esterni, porte anteriori blindate con protezione, due porta-arma elettromeccanico, cellula detenuto unipersonale, che comunque permette un terzo carabiniere a bordo. 

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