Dopo Volkswagen e Renault, anche il Gruppo Stellantis dovrà comparire dinanzi a un tribunale francese, a Parigi, per difendersi dall'accusa di frode ai danni del consumatore.

La vicenda origina dalle indagini avviate tra il 2016 e il 2017 dagli inquirenti d'Oltralpe, in materia di emissioni inquinanti di alcuni veicoli diesel Euro 5. La contestazione, nel caso di Renault, è diretta alle emissioni di NOx riscontrate nell'utilizzo reale, su strada, fino a 10 volte oltre i riscontri ottenuti durante i test di omologazione. Per Renault l'accusa è di aver manipolato i test. 

40 milioni di euro in garanzie

Stellantis è stata citata in giudizio per il marchio Peugeot, chiamata a comparire per il marchio Citroen e, il 10 luglio, per FCA. Una nota diffusa dal Gruppo ha ufficializzato la posizione, spiegando come - secondo il funzionamento del sistema giudiziario francese - sia stata depositata una cauzione di 10 milioni di euro, 8 dei quali destinati a potenziali danni e multa che dovesse essere comminata, due per garantire la rappresentanza in giudizio. In aggiunta, 30 milioni di euro sono stati richiesti e posti mediante una garanzia bancaria, per un potenziale risarcimento danni.

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"Questo passo formale nelle indagini giudiziarie permetterà alle parti sotto inchiesta di avere pieno accesso al fascicolo e darà l'opportunità di difendersi dalle accuse che non sono state ancora valutate nei procedimenti in contraddittorio. 

Le compagnie credono fermamente che i loro sistemi di controllo delle emissioni rispettino tutte le norme applicabili ai tempi rilevanti e continuano a farlo e attendono l'opportunità di dimostrarlo", recita la nota diramata da Stellantis. "Il Gruppo Stellantis, creato nel gennaio 2021, continuerà le politiche dei suoi predecessori e coopera appieno con il sistema giudiziario per risolvere la vicenda tempestivamente".

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