Una continua sequenza di NO quello che le Associazioni di categoria ANFIA, Federauto e UNRAE stanno ricevendo dal nostro Governo, nonostante le richieste siano eque e interessanti, ma soprattutto servano anche per portare introiti alle casse dello Stato. La prima “doccia fredda” è arrivata dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza dove l’auto non è stata coinvolta direttamente come altri settori, nonostante l’importanza del comparto nella transizione ecologica prevista.

In esclusiva sul nuovo numero di AUTO, l’intervista al Ministro Cingolani

Auto senza incentivi

Durante il nostro convegno virtuale AutomotiveLab il responsabile del Ministero dell’Economia e delle Finanze che è intervenuto, il Dott. Riccardo Barbieri Hermitte Capo Economista Dipartimento del Tesoro, ha subito chiarito il punto di vista del Ministero in tema di incentivi. Per ora non sono previsti per le auto con emissioni di CO2 da 61 a 135 g/km, le più vendute, e restano per le vetture con emissioni da 0 a 60 g/km di CO2. La terza battuta d’arresto è arrivata dal nuovo Decreto Sostegni-bis. Anche in questo caso nessun incentivo previsto per l’automotive, nonostante le Associazioni di categoria abbiano ben chiarito con tutti i Ministeri i vantaggi all’ambiente e sociali di una campagna di rottamazione come avvenuto in passato. Togliere dalle strade le vetture ante Euro 4 sarebbe un grande vantaggio. Speriamo che nella conversione in Legge del Decreto Sostegni-bis vi sia un ripensamento.

Una situazione negativa che purtroppo è stata confermata dai dati di vendita del mese di maggio con un -27,9% rispetto al venduto del 2019, visto che con il lockdown del 2020 i dati non sono confrontabili con lo scorso anno. Sono 55.000 le unità perse dal mercato che, con questo dato, nei primi cinque mesi dell’anno ha registrato un segno negativo del 19,3%. Un’apertura però l’abbiamo avuta da Roberto Cingolani, Ministro della Transizione Ecologica, nell’intervista che trovate in questo numero di AUTO. Il Ministro ha ben chiaro che per accelerare la trasizione energetica e raggiungere i parametri di decarbonizzazione che ci chiede l’Europa bisogna anche rottamare le vetture più vecchie, ma al contempo permettere alle persone di poterlo fare anche economicamente. Una vettura elettrica, al netto delle problematiche infrastrutturali di ricarica, costa di più di una normale endotermica. Ed è per questo motivo che non ipotizza un immediato passaggio alle vetture elettriche, promuove il full hybrid, ma soprattutto propone vetture con motore endotermico autolimitate con emissioni di CO2 tra i 50 e i 60 g/km.

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Speranza di sostegni per il futuro

Un suggerimento più che una provocazione alle Case auto, ma anche contro chi invece in Europa vorrebbe l’elettrico subito e a spese dell’utente. Potrebbe essere anche questa una soluzione per evitare l’Euro 7 e mantenere in vita i motori endotermici? Come sappiamo anche in UE si sta pensando a modificare alcuni parametri proprio perchè, causa anche la pandemia, forse non si può danneggiare così pesantemente il mercato e soprattutto l’automobilista. Vedremo ora se tra i 40 milioni di euro al giorno che deve spendere nei prossimi cinque anni il Ministero della Transizione Ecologica non si troveranno anche dei fondi per sostenere l’automotive. Un comparto che vale 76,3 miliardi di euro come Gettito fiscale.

Riccardo Barbieri Hermitte, capo economista del Ministero delle Finanze ad AutomotiveLab 2021