Due rovesci della stessa medaglia. Il mercato auto continua a soffrire il periodo nero dato dalla pandemia Covid. Sia il settore del nuovo e sia quello dell'usato, anche online, nel secondo trimestre del 2021 registrano una perdita rispettivamente del 18% e del 4%. Numeri che vengono confrontati con il 2019, anno in cui l'emergenza sanitaria non era ancora iniziata e in cui l'automotive viveva un periodo relativamente sereno senza pesanti condizionamenti esterni all'industria. 

Partendo dal presupposto che il 2021 è un anno di difficile valutazione per il mondo dell’auto, le cifre registrate dall'Osservatorio brumbrum, il primo rivenditore diretto di auto online d’Italia, potrebbero trarre in inganno se rapportate con il 2020.

Incentivi auto 2021, stanziati 350 milioni di euro: le agevolazioni per nuovo e usato

Estate in crisi per l'automotive

A guardare solo i risultati del settore, senza analizzarli, viene da pensare infatti che l'industria goda di ottima salute: il mercato del nuovo ha chiuso il semestre con un +51% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, +40% per l’usato, +25% per quanto riguarda l’usato online. Ma come dicevamo va segnalato che è impossibile paragonare i valori di marzo, aprile e inizio maggio 2021 con quelli degli stessi mesi del 2020 quando ci fu il primo lockdown, che portò ad una quasi totale paralisi dell'autotomotive e dell'Italia intera.

Per quanto riguarda il mercato delle auto usate online, il secondo trimestre chiude in positivo con un +43% rispetto allo stesso periodo del 2020, dovuto al +65% di aprile e al +24% di maggio. Un risultato che come abbiamo detto è "falsato": il trimestre termina con il -1% se si guarda al 2019.

Stesso discorso vale per il mese di giugno 2021, che ha fatto segnare il -4% rispetto allo stesso periodo di due anni fa, e che soffre col -3% anche rispetto a giugno dello scorso anno. L’andamento quindi è negativo e, a meno di clamorose inversioni di tendenza, si prospetta una estate difficile per l'automotive, anche paragonandola a quella catastrofica del 2020.

In crisi anche lo stock online

Discorso molto simile, forse anche peggiore, per quanto riguarda l’approvvigionamento di vetture, che a marzo e aprile 2020 registrò un brusco crollo per le misure adottate dal Governo per contenere l’emergenza coronavirus, ma che, a differenza delle vendite, ha fatto molta più fatica a ripartire dopo le riaperture. Lo stock online fa registrare il +21% rispetto al secondo quadrimestre del 2020, dato annacquato dal +63% di aprile 2021.

C’è poco da festeggiare: il semestre si è chiuso con il +14% rispetto allo scorso anno, -10% però rispetto al 2019. Inoltre anche qui si registra un giugno 2021 piuttosto negativo, che si chiude con il -6% rispetto all’anno precedente. Si verifica quindi una carenza generalizzata del prodotto: l'incertezza economica ha fatto rimandare alla famiglie il cambio della vettura a date future, mentre i noleggiatori hanno prolungato i contratti in essere, riducendo così i volumi destinati all'usato. Per cui l’offerta di vetture usate in vendita è diminuita. 

Immatricolazioni auto, i modelli più venduti in Italia a giugno 2021