Se Valkyrie è il passo più avanzato e straordinario, una hypercar pura, con Aston Martin Valhalla il marchio rilevato da Lawrence Stroll e affidato alle cure dell'ex a.d. Mercedes-AMG, Tobias Moers, prova a inserirsi nella partita delle supercar a motore posteriore centrale.

Sfida con progetti che sono di casa Ferrari, McLaren, Lamborghini, Porsche (leggi il test della 911 GT3 Touring), per dirne alcuni. Una sfida affrontata con un progetto ibrido plug-in, questo è Valhalla, da concept a definito modello pronto per un futuro su strada.

Motore, niente V6

La notizia più attesa, quella intorno alla quale nei mesi scorsi sono circolati i rumours più disparati, interessa il motore. Aston Martin, nel 2020, annunciava l'avvio dello sviluppo del suo primo motore V6 3 litri, interamente realizzato in casa. Quell'unità, attesa su Valhalla, non andrà sotto il cofano. Sarà il V8 4 litri biturbo, di origine Mercedes-AMG e personalizzato per Aston Martin, a rappresentare la componente endotermica della supercar. Rientra nelle logiche dell'accordo di collaborazione tecnica, ampliato, tra Aston e Mercedes. 

Un motore da 750 cavalli, con albero motore a perni di manovella a 180 gradi, abbinato a due motori elettrici, uno sull'asse posteriore e uno all'avantreno, per una potenza elettrica complessiva di 204 cavalli. Lo schema di trazione è completato da un cambio doppia frizione 8 marce (Aston ha detto addio all'opzione manuale), con differenziale a controllo elettronico e retromarcia attuata dal motore elettrico anteriore. 

La potenza di sistema della Aston Martin Valhalla è di 950 cavalli e 1000 Nm di coppia motrice, numeri che permetteranno prestazioni nell'ordine dei 330 km/h di velocità massima e un'accelerazione in 2"5 da 0 a 100 km/h.

I motori elettrici e l'autonomia

L'ibridizzazione - a 400 volt - opera strettamente in chiave prestazionale, supportando il motore termico e con un impianto frenante del tipo brake-by-wire con dischi carboceramici. È anche in grado di muovere la supercar per 15 chilometri in modalità puramente elettrica, utilizzando il motogeneratore anteriore: modalità dalla velocità limitata a 130 km/h.

Telaio e aerodinamica

Poche sorprese dalla tecnica, dove invece il design e la veste aerodinamica sono apprezzabili. Le portiere si aprono ad ali di gabbiano, il frontale ingloba la storica calandra Aston Martin, reinterpretata nelle doppie ali rovesciate.

Il lavoro avviato su Valkyrie si ritrova in alcuni dettagli aerodinamici anche su Valhalla,tra deviatori di flusso dietro le ruote anteriori e una coda dove gli scarichi - il taglio a "fetta di salame" è distintivo - soffiano sull'ala posteriore per aumentare la deportanza, dal lavoro congiunto con un elaborato diffusore.

Il progetto dichiara una massa a secco di 1.550 kg a fronte di un carico aerodinamico di 600 kg a 240 km/h. Il telaio è un monoscocca in fibra di carbonio, mentre l'assetto ricorre a sospensioni a controllo elettronico.