È arrivato un altro di quegli snodi della vita di papà. Ludovica ha preso la patente. È stata brava, ci si è impegnata in parallelo ai suoi studi per la maturità e per il test di ammissione dell’università. Non è mica più come ai miei tempi quando, una volta che avevi passato la maturità, staccavi per tre meritati mesi di riposo. Adesso chi decide di andare avanti rimane ingobbito sui libri, con qualche breve momento di stacco in cui la patente e l’indipendenza automobilistica diventano risorse importanti. Sorvolo sul fatto che lei brucerà e noi sostituiremo e pagheremo una frizione via l’altra; non riesco a farle capire che quel pedale non è né un poggiapiedi né un’integrazione dell’acceleratore da dosare costantemente. Amen.

Il problema si è posto in un’altra maniera, fronteggiando cioè la norma delle macchine per i neopatentati. È semplice: per il primo anno della sua vita automobilistica, un ragazzo che ha appena preso la patente non può guidare auto con più di novanta cavalli. Molti di voi lo sapranno già. Nel nostro caso significava che nè la normalissima macchina di mia moglie nè la normalissima mia erano adatte a essere affidate a Ludovica. Si capisce. Il senso è quello di limitare velocità e pericoli a fronte della loro inesperienza. Ma la prima conseguenza è che le famiglie che intendano far guidare un figlio, magari perché hanno la necessità di farlo, sono obbligate ad acquistare una macchina in più, per un anno solo, con tutti i costi collaterali e i sacrifici che questo comporta. Noi siamo atterrati su una Lancia Ypsilon 1.2 del 2009, trovata a un prezzo decente, con una quantità ancora umana di chilometri sul groppone. Al prezzo d’acquisto abbiamo dovuto aggiungere quasi mille euro per una polizza adatta. Ora, si spera che la Ypsilon possa tornare utile allo stesso scopo anche per Vittoria e Filippo nei prossimi anni.

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È sicura? Onestamente non lo so. Reggerà? Non posso prevedere neanche questo. Fa quasi i centosettanta che comunque per una macchinetta da 70 cavalli non sono pochi, anzi sono troppi e non mi lasciano nemmeno tranquillo, anche se penso che mia figlia sia timorosa e giudiziosa. Ma non tutti i figli sono uguali e deve essere anche per questo che la norma è stata partorita. D’altro canto è una macchina destinata a rovinarsi in manovra, a prendere i marciapiede e qualche incidente certo lo farà. In sostanza è destinata a tutto quello che accade ad una macchina affidata a chi ha appena preso la patente.

Avrebbe avuto senso comprare un’auto nuova? Spendere magari più di dieci o quindicimila euro per un mezzo più moderno? Non so, ma non credo. Non dico di mettergli in mano Porsche e Ferrari indiscriminatamente, sarebbe una evidente follia. È nata una nuova fascia commerciale, lo accetto, a patto di adeguare alle esigenze di sicurezza tutti gli ambiti. Serve un patentino per guidare il motorino a quattordici anni e sinceramente lo trovo giustissimo. Ma perché allora non serve una patente per guidare barche con motori da quaranta cavalli nominali che viaggiano a trenta nodi e finiscono noleggiate a qualunque maggiorenne senza un’idea minima di come si vada per mare? Per dire eh…