In un mondo dell'auto sempre più oggetto di limitazioni alle emissioni inquinanti, quella dell'ibrido è la soluzione più gettonata dalle Case in attesa della totale conversione all'elettrico puro. Mild hybrid, full hybrid e plug-in hybrid consentono infatti di ridurre la CO2 emessa dalle vetture – consentendo in alcuni casi anche di percorrere alcuni chilometri in modalità full electric – pur mantenendo i vantaggi di un motore endotermico, a partire dall'autonomia e dalla facilità di rifornimento.

Sono tre i livelli di ibrido diffusi attualmente nel mercato automobilistico: mild hybrid, con una piccola unità elettrica che aiuta il motore endotermico in fase di accelerazione e ricaricandosi in frenata e decelerazione; full hybrid, che sfrutta lo stesso principio ma con un powertrain elettrico più potente e batterie più grandi (e spesso la possibilità di viaggiare a zero emissioni per brevi tratti); e infine plug-in hybrid, ovvero l'ibrido ricaricabile attraverso una presa esterna, che assicura percorrenze green fino a 50-60 km. Soluzioni diverse che ciascun Costruttore gestisce in modo da assicurare a ogni modello la resa migliore e le emissioni più basse.

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