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Lotus, ecco il telaio della futura Elise elettrica e non solo

Lotus, ecco il telaio della futura Elise elettrica e non solo

Nel 2026 debutterà la sportiva due posti, non sarà l'unico modello. Lotus presenta il telaio dell'architettura, i motori e le batterie destinate anche a una sportiva 2+2 e un modello dal passo più lungo rispetto alla Elise elettrica

21 settembre

Aspettando il 2026, aspettando che Lotus racconti come, quella che dovrà essere l'ideale erede elettrica della Elise, saprà mantenerne lo spirito in un'era tecnicamente agli antipodi. Ecco, aspettando quel modello, scopriamo quale sarà il telaio, parte fondante dell'architettura modulare.

Un  telaio in fusione d'alluminio nelle lavorazioni della struttura supplementare del retrotreno, dove l'integrazione prevede punti di ancoraggio delle sospensioni, del motore elettrico, oltre alla "vasca" nella quale alloggiare il pacco batterie.

Dimensioni, passo variabile

Se il telaio supplementare è standard, a variare è l'area del telaio che darà forma all'abitacolo. Le differenti misure di passo sono ottenute estendendo la zona dietro i montanti centrali. Così, sarà possibile dar vita a una sportiva Lotus due posti con passo di 2,47 metri (compattissima come dev'essere l'erede della Elise) oppure a una due posti dal passo di oltre 2,65 metri, che sarà comune anche al progetto di 2+2 elettrica (verosimilmente il suv).

Leggi anche: Lotus elettriche, da Wuhan i suv e la coupé sportiva con Alpine

Il telaio è stato sviluppato in seno al progetto LEVA - Lightweight Electric Vehicle Architecture, con l'obiettivo di giungere a una scocca la più leggera possibile. Dal telaio, il risultato dice di un peso del 37% inferiore se paragonato alla Evora.

I primi rendering rivelano accortezze tecniche notevoli, la lavorazione scheletrica dei portamozzi, a inseguire l'alleggerimento estremo. I doppi bracci oscillanti della sospensione posteriore, anch'essi in alluminio. 

Su questa architettura vedremo anche altri modelli, ad esempio la coupé a marchio Alpine. Ecco, Lotus rivela altro che non la sola configurazione del telaio.

I motori e le batterie

Sarà possibile sviluppare modelli con uno o due motori elettrici. Alla coupé due posti più compatta andrà un singolo motore posteriore da 476 cavalli. La sportiva 2+2 avrà anche l'alternativa del doppio motore, da ben 884 cavalli di sistema. Alla più grande tra le sportive, sempre due posti, invece, spetterà di default lo schema a due MGU e 884 cavalli. 

Diverse esigenze di prodotto consentono la modularità dell'installazione del pacco batterie. La coupé del 2026 vedrà gli 8 moduli per 66,4 kWh di potenza installati in pila, immediatamente dietro i sedili posteriori, nell'alloggiamento previsto e integrato al telaio supplementare posteriore; la sportiva 2+2, dal passo di 2,65 metri, adotterà una configurazione convenzionale, di batteria a skateboard, con i moduli al di sotto del pavimento.

Due soluzioni scelte per i diversi ambiti di utilizzo, la prima funzionale ad accentrare e abbassare le masse in presenza di vincoli di progetto con altezze complessive ridotte; la seconda, più adatta a modelli che possono concedersi altezze superiori.

Detto come i moduli impilati in verticale saranno disponibili anche nella specifica da 12, per 99,6 kWh e riservati alla due posti "passo lungo" (oltre i 2,65 metri, sarà comunque un modello compatto se confermerà questo dato), per la 2+2 Lotus ci sarà la stessa capacità da 66,4 kWh della due posti coupé, nonostante l'installazione differente dei moduli. Batterie dotate, tutte, di celle cilindriche. 

Un'architettura pensata per la prestazione

"Il progetto LEVA e l'architettura sportiva elettrica sono rappresentazioni perfette dell'innovazione che continua a essere al centro di tutto quel che fa Lotus. 

Le elettriche odierne sono pesanti rispetto alle equivalenti versioni termiche, così il finanziamento destinato dall'Advanced Route to Market Demonstrator ha aiutato Lotus a innovare in una fase iniziale del ciclo di prodotto e a sviluppare una nuova architettura di veicolo che punta per concetto alla leggerezza e alla densità prestazionale", ha spiegato Richard Moore, direttore esecutivo dell'Ingegneria Lotus Cars.

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