E se Peugeot costruisse una supercar? Non da corsa, per quello a Parigi si sono già attrezzati. Intendiamo un'auto ad elevate prestazioni per la strada, da vendere a normali (ma facoltosi) automobilisti. Sogni o velleità che, in pochi ricordano, hanno già preso una forma e soprattutto anche un nome: Peugeot 907. E un luogo e una data dove è cominciata una storia che non ha mai visto la luce: Motor Show di Parigi, 2004.

UN CONCEPT PER FESTEGGIARE

Diciassette anni fa, questa vettura venne commissionata come un concept stilistico per celebrare la nascita del nuovo centro di design del marchio a Vélizy-Villecoublay. Al team Peugeot poche e semplici istruzioni: carrozzeria rigorosamente coupé e in fibra di carbonio, motore in posizione anteriore centrale e trazione posteriore. Ingredienti fondamentali e basilari per etichettare una vettura come "super".

V12, 500 CAVALLI, 357 KM/H

Esteticamente simile alla Mercedes SLR McLaren, per il profilo iper-riabbassato e i due terminali di scarico laterali, Peugeot 907 fece parlare di sé per il suo V12 aspirato 6 litri da 500 cavalli, motore realizzato unendo insieme due V6 da 3 litri della Casa francese. Una dichiarazione di pura "ignoranza", avallata da un peso di soli 1.400 kg. Fattori che, combinati, permettevano alla macchina di accelerare da 0 a 100 km/h in 3,9 secondi e sprigionare una velocità massima di 357 km/h.

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Numeri e dati tecnici da "bestia" indomabile, che non avrebbe avuto nulla da invidiare alle supercar moderne. Anche gli interni, molto raffinati e minimal allo stesso tempo, presentavano un quadro strumenti con schermo della console centrale collegato a un computer di bordo. Ma a vederla sono stati in pochi. Un sogno, una velleità rimasta tale. E per questo, ancora più affascinante.