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Con la Ferrari 308 GTSi tra i ghiacci dell'Artide: l'avventura estrema è epica

Con la Ferrari 308 GTSi tra i ghiacci dell'Artide: l'avventura estrema è epica

Un viaggio di oltre 600 km sulla Dalton Higway e con una sola tanica di carburante a disposizione: ecco l’impresa di Brian Whalen

di Redazione

8 ottobre

Se ci sono proprietari che non hanno alcun interesse per le loro auto e le lasciano senza rimorsi alle intemperie e alla ruggine (proprio come il caso delle tredici Porsche 928 abbandonate negli Stati Uniti), ce ne sono molti di più che solo all’idea di far stare una vettura a prendere polvere in garage rabbrividiscono. Uno di questi è Brian Whalen, che dopo aver acquistato una Ferrari 308 GTSi del 1982 con 80.000 km percorsi a un’asta nel 2019, ha fatto di tutto per non farla mai stare ferma, tra cui un’idea davvero stravagante che vogliamo raccontarvi: viaggiare con la sua rossa sui ghiacci del circolo polare artico.

Ferrari 308 GTSi, il viaggio epico tra i ghiacci dell'Artide

Ferrari 308 GTSi, il viaggio epico tra i ghiacci dell'Artide

Un viaggio di oltre 600 km sulla Dalton Higway e con una sola tanica di carburante a disposizione: ecco l’impresa di Brian Whalen

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Ancora più folle è il fatto che Brian Whalen abbia deciso di mettersi in viaggio quando le condizione per spostarsi erano dalla sua parte. L’impresa è iniziata a settembre 2020, quando tutto il mondo non se la passava bene causa pandemia (non che adesso vada poi così meglio), con l’obiettivo di percorrere tutta la Dalton Higway, negli Stati Uniti, al di sopra del circolo polare artico: obiettivo che è stato prolungato col passare del tempo, visto il non migliorare della situazione globale. Ma di che percorso parliamo? Più di 600 km e un asfalto in pessime condizioni.

Le modifiche alla Ferrari

Per riuscire a portare a termine il viaggio, Whalen ha dovuto apportare alcune modifiche alla sua Ferrari. Ma nulla di eclatante. Sono stati montati cerchi da rally con pneumatici Pirelli K4 Gravel, sicuramente più adatti a terreni impervi, oltre a un portapacchi fissato sul cofano posteriore a cui sono stati legati bagagli e, per sicurezza, anche due ruote di scorta e un’antenna per la radio CB per garantirsi la comunicazione con chi passava da quelle strade (soprattutto camionisti). Nessun intervento, dunque, alla meccanica. Per il suo viaggio, Whalen ha dovuto usare una tanica piena di carburante e nell’ultimo tratto del suo percorso ha dovuto procedere al risparmio, con una velocità di appena 55 km/h. Era piuttosto naturale, infatti, pensare che da quelle parti non avrebbe trovato un gran numero di stazioni di servizio dove poter far rifornimento. Se ci sono stati problemi durante il viaggio? Il pilota ha dovuto cambiare la cinghia dell’alternatore, questo gli ha causato uno stop non previsto. Ma per il resto, nulla da segnalare, e questo dato, da solo, è già un traguardo eccezionale vista la difficoltà del percorso.

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