L'aggiornato codice della strada sta per diventare realtà. Le nuove norme hanno quasi completato l'iter burocratico e sono già state pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale, per cui la loro entrata in vigore è ormai imminente. Tante le novità previste, che riguardano auto e moto ma anche e soprattutto quei mezzi sempre più diffusi nelle nostre città, come biciclette, e-bike e monopattini. Il testo del nuovo Codice ha inevitabilmente suscitato numerose critiche, tra cui quelle, inaspettate e per questo tanto rilevanti, di Sergio Mattarella.

Nuovo codice della strada, le norme delle polemiche

Norme troppo eterogenee

Il Presidente della Repubblica non si è addentrato sulle norme specifiche, ma ha dato un parere negativo sulle modalità con cui l'aggiornamento al codice della strada è stato aggiornato. La legge in attesa di entrare in vigore infatti è stata approvata tramite decreto, ossia lo strumento che il Governo usa in situazioni d'urgenza in cui non c'è abbastanza tempo per seguire l'intero iter di discussione parlamentare. In particolare le norme relative al cds (15 leggi modificate, nel complesso) sono state incluse nel pacchetto di leggi che ha formato il DL Semplificazioni.

Il decreto legge è stato concepito come contenitore di “misure urgenti per la semplificazione e l'innovazione digitale”, e in questo ambito le modifiche al Codice della Strada sono risultate, agli occhi di molti incluso Mattarella, fuori contesto. Troppe norme eterogenee all'interno del DL”, ha ammonito il Presidente della Repubblica. Che ha proseguito: “Ho proceduto alla promulgazione soprattutto in considerazione della rilevanza del provvedimento nella difficile congiuntura economica e sociale. Invito tuttavia il Governo a vigilare affinché nel corso dell'esame parlamentare dei decreti legge non vengano inserite norme palesemente eterogenee rispetto all'oggetto e alle finalità dei provvedimenti d'urgenza”.

Oltre all'appello al Governo, Mattarella ha espresso le proprie perplessità anche tramite due lettere indirizzate ai Presidenti di Camera e Senato, Roberto Fico ed Elisabetta Alberti Casellati. “Rappresento al Parlamento l'esigenza di operare in modo che l'attività emendativa si svolga in piena coerenza con i limiti di contenuto derivanti dal dettato costituzionale – ha scritto l'inquilino del Quirinale - attraverso un solo emendamento approvato dalla Commissione di merito al Senato in prima lettura, si è intervenuti in modo rilevante su una disciplina, la circolazione stradale, che, tra l'altro, ha immediati riflessi sulla vita quotidiana delle persone. L'emendamento è stato quindi trasfuso nel più ampio emendamento interamente sostitutivo dell'articolo unico del provvedimento, testo sul quale il Governo, sia al Senato che alla Camera, ha posto la questione di fiducia”.

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