Guida in inverno, i 10 consigli di Auto. Ecco le dieci regole d'oro, il decalogo di Siegfried Stöhr per “vivere” al meglio con la vostra automobile nei mesi invernali e per controllarla in condizioni limite, su neve e ghiaccio.

1 - Ha freddo anche la vostra automobile

• Abbiamo freddo e ci copriamo fuori dall’auto ma ricordiamoci, quando guidiamo, di toglierci il cappotto: infagottati si guida male. Anche l’auto può avere freddo: si ghiaccia l’acqua nel lavavetri, si forma ghiaccio sul parabrezza, la troviamo al mattino sepolta dalla neve. Bisogna essere preparati e attrezzati.

2 - Pneumatici sempre sotto controllo

• Le auto sopportano bene il freddo, i pneumatici no. Col freddo scende la pressione che va quindi controllata ed è fondamentale avere i pneumatici invernali che con la loro mescola cosiddetta “termica” reagiscono bene alle basse temperature, sia con l’asciutto che col bagnato. Oltre a garantire buone prestazioni su neve grazie a carcassa e battistrada e un minimo di aderenza su ghiaccio grazie alle “lamelle” del battistrada.

3 - Non risparmiate sui fari

• Fa buio presto, si torna dal lavoro che è già buio, è triste. I fanali sono ancora più importanti che d’estate. Siano efficienti, puliti, il meglio che il mercato può offrire in termini di efficacia.

4 - Ragazzo, spazzola...

• Piove, è brutto, si appannano i vetri, le spazzole non mi garantiscono la giusta visibilità. Piccoli inconvenienti che possono diventare grandi problemi: non c’è nulla di peggio che vedere poco o doversi sbraccire per pulire i vetri. La guida può diventare pericolosa.

5 - Quelle rotaie sulla neve

• Troviamo neve fresca, neve pressata, neve ghiacciata, quando guidiamo d’inverno la neve non ha mai la stessa aderenza. Se non sapete valutare la giusta distanza di sicurezza andate a vedere i filmati russi di incidenti su YouTube. Nelle “rotaie” tracciate da altre auto sul fondo innevato si va bene ma occhio se dovete uscirne o rientrare: fatelo sempre tenendo con il volante le ruote parallele.

6 - ESP e ABS non servono

• Gela. È bene mettersi in testa che sul ghiaccio si può fare poco. Il suo maggiore pericolo deriva dal trovarlo quando non te lo aspetti: ad esempio su una strada asciutta percorsa di notte in montagna capita di trovare curve non esposte al sole dove si forma ghiaccio. Quindi bisogna prevederne la possibile formazione. Anche i sistemi di controllo stabilità e frenata (ESP, DSC e ABS) non hanno quasi efficacia perché hanno bisogno di aderenza su una ruota per poter modificare la traiettoria del veicolo.

7 - Se vi trovate su una salita ripartite cosi’

• È la salita che frega lasciando auto in panne a lato della strada a rendere difficile la vita a chi è in grado di salire. Attenzione al controllo di stabilità che, a volte, diventa troppo invasivo tagliando di colpo la potenza: se disponibile la funzione disinseritelo parzialmente. In questo caso avete gas libero ma i freni che rallentano la ruota che pattina: in questo caso non lesinate sul gas per non perdere slancio.

8 - Discesa complicata? Scendete ma in seconda

• La discesa offre meno difficoltà: si scende sempre, magari in un fosso. Chi ha la trazione integrale si ricordi che qui non offre vantaggi. Se la discesa è impegnativa si scende in seconda o, se così lascia troppa velocità, anche in folle affidandosi a un piede sempre leggero sul freno che fa lavorare il meno possibile l’ABS.

9 - Sulla neve si doma bene il sovrasterzo

• Sovrasterzo? Niente di meglio della neve per capire come contrastarlo: la velocità è bassa e i rischi limitati se lo provate in un bel parcheggio. Meglio non doverci avere a che fare su strada data l’imprevedibilità del fondo.

10 - Sottosterzo? Il freno a mano non conta piu’

• Sottosterzo? Temibile in discesa quando girate il volante e l’auto punta direttamente il platano. Un tempo il freno a mano era l’ultima risorsa in questo caso a condizione che operasse sull’asse posteriore. Ma ora la leva sta sparendo e agisce su quattro ruote quindi occhio perché non si recupera quasi mai e i sistemi di controllo stabilità possono poco su neve. Siegfried Stöhr