Mercedes Suv Attack: suona quasi come un grido di battaglia ed è l’espressione scelta per identificare una nuova aggressiva strategia che porterà a un significativo ampliamento della gamma degli Sport Utility con la stella a tre punte (entro il prossimo anno saranno almeno sette modelli). È un’altra rivoluzione per il brand più classico e tradizionalista del mondo dell’auto che va ad aggiungersi a quella rappresentata dalla nascita, quattro anni fa, della piattaforma a trazione anteriore che ha debuttato con la Classe A, la prima di quelle compatte che in Italia valgono già la metà delle vendite. ma le rivoluzioni non finiscono qui, perché è da qualche mese operativa la nuova denominazione dei modelli che secondo i tedeschi metterà ordine in un garbuglio di sigle divenuto ormai inestricabile. D’ora in avanti saranno soltanto le Classi fondamentali, quelle che individuano la “taglia” di una Mercedes, a dettare legge, anche se la lettera di riferimento, nei modelli derivati, finisce in fondo alle sigle formate da più lettere. Mercedes Suv Attack   UN ESEMPIO: la Classe ML destinata fino ad ora a identificare il Suv corrispondente alla Classe E, scompare, e il nuovo Suv large si chiama adesso GLE (già sul mercato con profonde innovazioni estetiche e meccaniche), perché GL è riservato a tutti i Suv di Stoccarda che verranno affiancati da una versione più dinamica che si chiamerà Coupé, come la GLE Coupè in arrivo entro la fine dell’anno. Scompare anche GLK, che verrà sostituito dal Suv medio GLC (la prossima settimana il primo test di Auto) che, vista la rivoluzione stilistica in atto a Stoccarda, segnerà un vero salto generazionale rispetto al modello precedente. anche la GLC avrà una variante coupé (nel 2016) anticipato dal concept esposto al recente salone di Shanghai. Al top GLS che sostituirà il colossale GL, mentre conserva la sigla G, Gelandewagen, il rude patriarca dei Suv della marca, derivato nel 1979 dal fuoristrada prodotto per l’esercito tedesco. La riforma Mercedes prevede un’altra eccezione: la Classe B, della quale è però difficile immaginare modelli derivati perché è già essa la versione multispazio della Classe A con la quale condivide la piattaforma.   Piero Evangelisti