Di recente abbiamo esaminato il pessimo conteggio generale degli incidenti stradali del 2015, mentre ora vediamo i dati, ahimè anch’essi preoccupanti, degli incidenti gravi con omissione di soccorso anche del primo semestre di quest’anno, periodo nel quale (da aprile) è entrata in vigore la tanto attesa legge sull’omicidio stradale; tre mesi sono decisamente pochi per valutarne gli effetti, ma i primi risultati sono comunque negativi.

In primavera il nostro Parlamento approvò (seppure a colpi di fiducia) la legge sull’omicidio stradale, offrendo un contributo per combattere ancora meglio la piaga degli incidenti stradali complessivi in Italia che, come i nostri lettori sanno, seppure in diminuzione dell’1,8% nel 2015 sul 2014 (anche i feriti sono calati del 2%), hanno registrato un aumento dei decessi (+ 1,1%) e dei feriti gravi addirittura del 6%. TRE MESI non sono niente per una legge come questa che, ovviamente, non offre strumenti tecnici per far diminuire gli incidenti, ma solo interviene nella fase della giustizia successiva, poiché prevede pene molto severe, come ormai è noto, per chi causa un sinistro dalle conseguenze gravi dopo l’assunzione di alcol o stupefacenti, o è protagonista di una condotta di guida fortemente pericolosa, tale da classificarlo come un “pirata” della strada.

La prima valutazione sugli effetti della legge ce la offre l’ASAPS, l’Associazione amici e sostenitori della Polizia Stradale, che ha diffuso un tempestivo report sul fenomeno pirateria stradale relativo al numero degli incidenti con omissione di soccorso in presenza di feriti o morti registrati nei primi 6 mesi di quest’anno, che sono cresciuti del 14,9% sul 2015 con 556 episodi rispetto ai 484 del 2015; nello stesso tempo i feriti sono aumentati del 15,4% (664 contro i 575), mentre le vittime sono calate del 14,7% (52 - di cui 20 pedoni e 8 ciclisti - contro 61 dello scorso anno). PERÒ lo studio ha analizzato anche le vicende dei primi 3 mesi successivi all’entrata in vigore della legge 41/2016 sull’omicidio stradale (aprile, maggio e giugno scorsi), rilevando che gli episodi gravi di pirateria stradale sono aumentati del 20% (294 contro 245), i feriti del 16,9% (366 contro 313), mentre invece il numero delle vittime nel periodo considerato (33) è rimasto uguale rispetto agli stessi 3 mesi del 2015.

Sono diminuiti contestualmente gli atti di pirateria stradale legati al consumo di alcolici o di sostanze stupefacenti, passati dal 17,9% del 2015 al 15,2% del primo semestre di quest’anno, ma con il 24,1% dei soli eventi mortali.

La legge sull’omicidio stradale viene criticata dal Presidente dell’ACI Angelo Sticchi Damiani, per il quale “i dati evidenziano un aumento della pirateria stradale e di coloro che, dopo aver provocato un incidente, si danno alla fuga senza prestare soccorso per paura delle manette”. Prosegue Sticchi Damiani: “È fondamentale intervenire sulla norma prima che queste criticità rischino di compromettere le ragioni, validissime, che hanno guidato la mano del legislatore”.