Brunico

La Ferrari più originale e forse anche discussa, oltre che tra le creazioni più esclusive in quel di Maranello, cambia profondamente: denominazione, design, contenuti tecnici. Rendendosi ancor più oggetto del desiderio tra i più ambiti, perché la sua carrozzeria “hatchback” ne fa un mezzo ideale per godersi prestazioni ed ambiente unici nella vita quotidiana.

La trasformazione da FF a GTC4 Lusso passa per dunque per numerosi aspetti, ma quello che emerge subito è il lavoro sul design dell’auto: il tetto, un po’ criticato perché molto vistoso dovendo accogliere due adulti sulle poltroncine in seconda fila, è stato reso molto più filante grazie alla curvatura più accentuata verso la coda, senza perdere in abitabilità, mentre le fiancate maggiormente scolpite disegnano un profilo che ricorda qualcosa, nei tratti, della splendida GTO, oltre che rifarsi alla miglior tradizione di design firmata Ferrari.

Resta il pratico portellone, comodo per tutti i tipi di bagagli – ci sono clienti che ci hanno fatto mezzo trasloco –, ma soprattutto resta il possente V12 aspirato a spingere i 4,92 metri di questa scultura Gran Turismo, “pezzo” che da solo vale metà automobile. Non tanto per la cavalleria, comunque irrobustita a quota 690 cv (con 697 Nm di coppia), ma per via di come la potenza viene erogata, per la sonorità straripante – scarico aperto grazie alle speciali elettrovalvole – e per la sensazione di spinta infinita che si prova a bordo. In special modo tra 7000 e 8250 giri, quando l’urlo profondo ricorda davvero da vicino il suono delle Formula 1 “giuste” di qualche anno addietro.

Al volante, proprio non si riesce a non accelerare a fondo di continuo, tanto da ritenersi quasi fortunati a non potersene permettere una di queste GTC4 perché, tanto, la patente durerebbe ben poco; e per i più sensibili alla matematica, ecco che la GT italiana sfoggia uno 0-100 in 3”5, 0-200 km/h in 10”5 raggiungendo una punta massima di 335 km orari.

Solo sul dritto? Manco per sogno. La vettura già adottava una sofisticata elettronica di gestione di trazione e controllo della speciale unità anteriore per la trazione integrale (PTU, confermata qui ma miniaturizzata; un secondo cambio in presa sul V12 anteriormente), ma adesso aggiunge la sterzata sulle ruote posteriori ed un’integrazione di tutti i controlli in ottica Torque Vectoring, per “pilotare” tutti i sistemi di controllo nello spostamento della coppia motrice sulle singole ruote in modo da influenzare la dinamica attiva di marcia. Il risultato è una vettura che da pacifica berlinona per l’uso quotidiano (cambio dolce, scarico ovattato a sufficienza, sospensioni piuttosto morbide) si trasforma in un “ordigno” capace di velocità siderali sul dritto come in curva, dove il sottosterzo è annullato in ogni condizione lasciando spazio a pura motricità.

Desiderabile? Assolutamente, tanto più che l’abitacolo ulteriormente ridisegnato abbraccia le esigenze del terzo millennio aggiungendo, all’arredo “prezioso”, un set esclusivo di schermi tattili capacitivi ad alta definizione dai quali comandare tutto: tanto che, oltre al grande schermo principale da 10”25 in posizione centrale, ne è previsto un secondo da 8”8 strettamente dedicato al passeggero, per interagire direttamente con i sistemi dell’auto (infotainment e navigazione su tutti). Prenotazioni già aperte e consegne da agosto per i primi fortunati, con listino che parte da 270.060 euro.