Amburgo. Forse le station wagon non hanno più lo stesso appeal di qualche anno addietro, soppiantate in buona misura da Suv e crossover; eppure, come si suole dire, conservano sempre il loro “bel perché”. Come dimostra la E SW fresca di lancio, che segue di circa un semestre l’altrettanto nuova berlina: come già la tre volumi, anche la giardinetta imbocca senza indugio lo stile sinuoso e sportiveggiante delle ultime Mercedes, a costo di rassomigliare un po’ troppo alla più piccola Classe C SW, rinunciando persino a qualche litro del vano di carico – comunque più che ampio – sacrificato al design filante e suggestivo. Ma è al volante che il senso della vettura trova la sua massima espressione. 

Guidiamo la diesel due litri da 194 cv (E 220d, da 55.206 euro) con l’automatico a nove rapporti, equipaggiata “full optional” incluse le sospensioni pneumatiche: si viaggia realmente sul velluto, accompagnati da un assorbimento totale delle asperità e “coccolati” da un’insonorizzazione sinceramente eccellente. Anche in prossimità dei 200 km orari, dato che siamo sulle Autobahn tedesche. Ma bastano poche curve per rivelare il carattere bivalente del modello, subito dinamico nei cambi di direzione, solidamente attaccato all’asfalto quanto maneggevole e preciso: si guida con elevato dinamismo senza alcuno stress, con l’assetto regolabile che in ogni caso si adatta da sé alle condizioni anche senza agire sulla selezione manuale. 

Le prestazioni sono di tutto rispetto, con una spinta propulsiva sempre ben presente anche in virtù dei 400 Nm di coppia da 1600 giri (appena 7”7 nello scatto 0-100 km/h, 235 km orari di punta) ed il conforto di consumi medi dichiarati di 23,8 km/litro. Notevole pure il cambio automatico, impercettibile nei cambi marcia ma diretto e reattivo quando serve.

L’eccellenza prosegue anche quando ci si affida ai sistemi di ausilio attivi. La Classe E è tra le auto più avanzate sotto questo profilo, ed in particolare il regolatore di velocità attivo con frenata automatica, ripartenza in città e cambio di corsia automatico in funzione di sorpasso e rientro, funziona davvero bene al punto da dare quasi assuefazione, in città come sulle veloci autostrade. Un gran plus di protezione, rovinato però dalla leva di comando ancora confinata sul piantone dello sterzo: i movimenti sono tanti da imparare e la leva si nasconde perennemente dietro la razza sinistra del volante, un assurdo ergonomico. 

All’interno, la Exclusive di prova coccola i passeggeri non soltanto con il confort dinamico, ma anche attraverso un arredo particolarmente ricercato e a tratti sontuoso, come nel caso dei rivestimenti integrali in pelle di due tonalità con fascia centrale in listelli di legno (stile motoscafi Riva) estesa ai pannelli delle portiere. Naturalmente, la personalizzazione è particolarmente elevata ed è possibile “vestire” l’auto secondo i gusti più diversi. In rilievo cruscotto e display centrale affidati ad enormi schermi da 12,3” ciascuno ad alta definizione (non tattili), così come la possibilità di affidare apertura e messa in moto dell’auto esclusivamente al proprio smartphone.

È rifinito con estrema cura anche il vano di carico, che pur perdendo qualcosa è più che soddisfacente: soglia bassa da terra, piano totalmente piatto, sottofondo con ulteriore spazio e cubatura comunque di tutto rispetto, variabile tra 640-670 e 1820 litri. La E SW sarà lanciata ufficialmente in Italia a fine ottobre con l’arrivo anche della diesel “base” 2.0 da 150 cv (da 47.000 euro).

Mercedes Classe E, la gamma completa e i prezzi

Amburgo

 

Forse le station wagon non hanno più lo stesso appeal di qualche anno addietro, soppiantate in buona misura da Suv e crossover; eppure, come si suole dire, conservano sempre il loro “bel perché”. Come dimostra la E SW fresca di lancio, che segue di circa un semestre l’altrettanto nuova berlina: come già la tre volumi, anche la giardinetta imbocca senza indugio lo stile sinuoso e sportiveggiante delle ultime Mercedes, a costo di rassomigliare un po’ troppo alla più piccola Classe C SW, rinunciando persino a qualche litro del vano di carico – comunque più che ampio – sacrificato al design filante e suggestivo. Ma è al volante che il senso della vettura trova la sua massima espressione.

Guidiamo la diesel due litri da 194 cv (E 220d, da 55.206 euro) con l’automatico a nove rapporti, equipaggiata “full optional” incluse le sospensioni pneumatiche: si viaggia realmente sul velluto, accompagnati da un assorbimento totale delle asperità e “coccolati” da un’insonorizzazione sinceramente eccellente. Anche in prossimità dei 200 km orari, dato che siamo sulle Autobahn tedesche. Ma bastano poche curve per rivelare il carattere bivalente del modello, subito dinamico nei cambi di direzione, solidamente attaccato all’asfalto quanto maneggevole e preciso: si guida con elevato dinamismo senza alcuno stress, con l’assetto regolabile che in ogni caso si adatta da sé alle condizioni anche senza agire sulla selezione manuale.

Le prestazioni sono di tutto rispetto, con una spinta propulsiva sempre ben presente anche in virtù dei 400 Nm di coppia da 1600 giri (appena 7”7 nello scatto 0-100 km/h, 235 km orari di punta) ed il conforto di consumi medi dichiarati di 23,8 km/litro. Notevole pure il cambio automatico, impercettibile nei cambi marcia ma diretto e reattivo quando serve.

L’eccellenza prosegue anche quando ci si affida ai sistemi di ausilio attivi. La Classe E è tra le auto più avanzate sotto questo profilo, ed in particolare il regolatore di velocità attivo con frenata automatica, ripartenza in città e cambio di corsia automatico in funzione di sorpasso e rientro, funziona davvero bene al punto da dare quasi assuefazione, in città come sulle veloci autostrade. Un gran plus di protezione, rovinato però dalla leva di comando ancora confinata sul piantone dello sterzo: i movimenti sono tanti da imparare e la leva si nasconde perennemente dietro la razza sinistra del volante, un assurdo ergonomico.

All’interno, la Exclusive di prova coccola i passeggeri non soltanto con il confort dinamico, ma anche attraverso un arredo particolarmente ricercato e a tratti sontuoso, come nel caso dei rivestimenti integrali in pelle di due tonalità con fascia centrale in listelli di legno (stile motoscafi Riva) estesa ai pannelli delle portiere. Naturalmente, la personalizzazione è particolarmente elevata ed è possibile “vestire” l’auto secondo i gusti più diversi. In rilievo cruscotto e display centrale affidati ad enormi schermi da 12,3” ciascuno ad alta definizione (non tattili), così come la possibilità di affidare apertura e messa in moto dell’auto esclusivamente al proprio smartphone.

È rifinito con estrema cura anche il vano di carico, che pur perdendo qualcosa è più che soddisfacente: soglia bassa da terra, piano totalmente piatto, sottofondo con ulteriore spazio e cubatura comunque di tutto rispetto, variabile tra 640-670 e 1820 litri. La E SW sarà lanciata ufficialmente in Italia a fine ottobre con l’arrivo anche della diesel “base” 2.0 da 150 cv (da 47.000 euro).