La nuova piattaforma SPA ha dato linfa vitale alla Volvo che si è rilanciata dapprima con il Suv XC90 e poi con la berlina S90 e la station wagon V90, realizzate entrambe con il medesimo pianale. Ora è il momento di un versione un po’ più specialistica, che resuscita il nome Cross Country e che prende le basi dalla V90.

In arrivo tra fine febbraio e inizio marzo in Italia, la V90 Cross Country diventa il mezzo ideale per chi non limita le sue escursioni alle strade asfaltate ma, allo stesso tempo, non vuole impegnarsi con un Suv vero e proprio come l’XC90. Più alta da terra di 60 mm della station wagon da cui deriva, la nuova Volvo è stata sottoposta a una lunga serie di collaudi e a un’importante fase di messa a punto. Oltre alle sospensioni modificate, monta pneumatici di dimensioni maggiorate e più arrotondati sui fianchi per affrontare meglio le pietre e le radici che si incontrano nel fuoristrada.

Se i motori sono gli stessi della V90, con le medesime versioni a due oppure quattro ruote motrici, tutta l’elettronica di controllo è stata modificata per una migliore resa sui terreni difficili e comunque un ottimo disimpegno anche in autostrada e lungo le curve ad alta velocità.

La Cross Country è facilmente riconoscibile per le protezioni plastiche aggiunte a filo carrozzeria, che sono tipiche di queste versioni e che nel caso della Volvo più recente possono essere scelte nello stesso colore della vettura oltre che nel tradizionale nero. Il sottoscocca è stato dotato di ulteriori protezioni mentre nel paraurti posteriore campeggia la scritta di identificazione del modello. In produzione da ottobre nello stabilimento di Torslanda, la V90 Cross Country è destinata soprattutto al mercato europeo. La Volvo prevede di venderne parecchie, in una quantità di almeno due terzi delle V90 consegnate ogni anno.

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