Per un marchio ancorato a una grande tradizione come quello dell’Alfa Romeo è d’obbligo tornare alle origini. Ed è giusto farlo anche con le versioni specializzate dei nuovi modelli. Non sorprende dunque che, 50 anni dopo la Giulietta Veloce del 1956, appaia in listino l’omonima variante della Giulia.  Che, come allora, indica una versione più sportiva e, appunto, più veloce della gamma di base. La Giulia Veloce è coniugata in due declinazioni, una con il 2 litri turbo a benzina in variante da 280 cavalli e l’altra con il turbodiesel di 2,2 litri con la potenza aumentata a 210 cavalli. Su entrambe debutta la trazione integrale Q4, abbinata esclusivamente al cambio automatico a 8 marce con comandi manuali dietro il volante.

Le Giulia Veloce si riconoscono per i paraurti specifici, le cornici nere delle superfici vetrate laterali, il diffusore con doppi scarichi integrati e i cerchi in lega da 19” a cinque fori, questi ultimi disponibili in opzione. I freni sono maggiorati, con pinze in alluminio, mentre i fari sono allo xeno. A bordo ci sono sedili sportivi in pelle, volante con impugnatura più ergonomica e inserti in alluminio. Il motore turbo a benzina è il più potente dopo il 6 cilindri della Quadrifoglio (qui la nostra prova in pista). Salito per l’occasione da 200 a 280 cavalli, ha la coppia massima incrementata da 330 a 400 Nm. Permette di raggiungere i 240 km/h e accelerare da 0 ai 100 orari in 5”2. È comunque certamente interessante anche il 2.2 a gasolio che deriva dall’omologo quattro cilindri di 2143 cm3 da 180 cavalli della Giulia in vendita sino dal suo debutto. Con una potenza di 210 cavalli, ha la coppia massima salita da 450 a 470 Nm e un tempo di risposta del turbo particolarmente ridotto, ancor più che sul benzina. La 2.2 Diesel ha una velocità di punta di 235 km/h e può accelerare da 0 a 100 km/h in 6”8.

Particolare menzione la merita il sistema di trazione integrale Q4, che di fatto trasferisce la coppia motrice sino al 50% alle ruote anteriori solo in caso di necessità. In condizioni normali, la Veloce è di fatto una comune Giulia a trazione posteriore. Il ripartitore di coppia centrale è a frizione a doppio disco a comando elettronico, con la regolazione definita in base ai parametri di controllo di stabilità, imbardata, angolo di sterzo, pattinamento delle ruote posteriori e altro ancora. L’albero che trasferisce la coppia motrice alle ruote anteriori è collegato a un differenziale compatto che contribuisce a mantenere il peso complessivo di tutto il sistema di trazione integrale al di sotto dei 50 kg.

In prova con la 2.2 turbodiesel abbiamo potuto verificare anche le due regolazioni degli ammortizzatori previste dalle sospensioni attive Alfa Active Suspension inserite nel Pack Performance che costa 2.200 euro e prevede anche il differenziale autobloccante meccanico posteriore (lo stesso accessorio è disponibile anche sulle versioni a due ruote motrici con la sigla Q2). Spostando il manettino della posizione Dynamic l'assetto diventa più rigido, ma senza mai diventare fastidioso. Il divertente sovrasterzo che caratterizza il comportamento della 2.0 benzina a trazione posteriore qui viene corretto sul nascere da un sistema che al limite fa affiorare un leggero sottosterzo. Questo in linea con l’intenzione di intervenire preventivamente per cercare di annullare anche eventuali errori del guidatore. Sulla versione piace molto l’utilizzo del motore così come la possibilità di usare il cambio in modalità manuale, per quanto soddisfacente possa essere la gestione automatica della trasmissione. La 2.2 turbodiesel è in vendita a partire da 50.500 euro mentre la 2.0 a benzina è in listino da una base di 54.500 euro.

ALFA ROMEO GIULIA, LA GAMMA E IL LISTINO COMPLETO