Se qualcuno si stesse domandando cosa ci facciano 612 cavalli sotto il cofano di una Mercedes Classe E, non siamo in grado di darvi una risposta. O meglio, potremmo soddisfare i vostri dubbi solo sotto il profilo tecnico, raccontando del motore biturbo di 4 litri, derivato da quello della AMG GT. Se invece il quesito verte sul senso di un'operazione del genere, al di la della tradizione “imposta” da quelli di Affalterbach, non è facile capirne il significato. Una berlina quattro porte con una cavalleria da far invidia ad una supercar. Uno scatto da 0 a 100 inferiore ai 4 secondi (3,4 il dato riferito) e una velocità massima che può essere autolimitata sino alla soglia dei 300 chilometri orari (di serie il limitatore è a 250 km/h). Di sicuro il vantaggio di un oggetto del genere sta tutto nello spazio, avendo – millimetro più, millimetro meno – le medesime proporzioni di qualunque altra Classe E in commercio, bagaglio incluso. E se tenete conto che successivamente sarà pure la volta della variante wagon, ecco come potrebbe essere spiegato l'arcano di cui sopra.

Battute a parte, l'avvento del modello AMG è una conseguenza del processo evolutivo della Classe E. Trattandosi di una vettura completamente nuova, sono numerose le considerazioni a riguardo. La prima verte sul motore. Il V8 4 litri biturbo che equipaggia la E 63 trae origine da quello che debuttò a suo tempo sulla AMG GT. La struttura è la stessa, sono alcuni particolari a mutare, come i componenti che riguardano lo scarico oppure ancora le turbine. Inoltre la versione di E 63, è dotata del sistema che disattiva 4 cilindri in particolari condizioni di marcia. L'analogia con Audi lascia il tempo che trova, dato che Mercedes aveva già impiegato un dispositivo simile sulla SLK 55 AMG. Il funzionamento a mezzo motore viene realizzato disattivando di volta in volta le valvole di aspirazione e scarico dei cilindri due, tre, cinque ed otto. 

Un tocco ecologista per un propulsore che si presenta con due diversi livelli di potenza e coppia: 571 cavalli e 750 Nm per la E 63 4Matic+, e 612 cv e 850 Nm per la E 63 S 4Matic+ protagonista della nostra prova. A fare la differenza è sopratutto l'elettronica. Di fatto, l'unità V8 biturbo monta una coppia di turbine del tipo twin-scroll al centro delle bancate di cilindri. Ed è accoppiata al cambio sportivo a 9 marce AMG SPEEDSHIFT MCT, a sua volta abbinato alla trazione integrale AMG Performance 4Matic+. Il primo è formato da una frizione in bagno d’olio che sostituisce il convertitore di coppia. La seconda è strutturata in maniera tale che la distribuzione della coppia sia puntuale sull'asse e sulla ruota con più trazione in quel dato momento. Per i nostalgici della trazione posteriore, sulla E 63 S 4 MATIC+ la modalità Drift Mode è di serie. Si può attivare quando il modo di guida è impostato su Race e l'Esp è disattivato. In questa maniera tutti dovrebbero essere accontentati.

Il fronte dei narcisisti può affidarsi ad una serie di appendici aerodinamiche realizzate ad hoc, che marcano le doti sportive della vettura. Lo stesso dicasi per la vita di bordo. Sebbene la strumentazione sia immutata, la grafica comprende una serie di menù dedicati al modello AMG. Il vero elemento di rottura è rappresentato dai sedili sportivi a guscio e dal volante sportivo multifunzione dotato di palette per il cambio.

Un corredo di tutto rispetto, per una vettura, la E 63 S, che lascia piacevolmente sorpresi una volta in marcia. Sound aggressivo quanto basta per informare il proprio passaggio alle popolazioni locali. Piacevolissimo il comando dello sterzo. Duro quando serve e diretto come pochi, mette nelle condizioni ideali per conoscere passo passo quale sia la posizione dell'avantreno. L'assetto è rigido indipendentemente dalla modalità di guida impostata, ma se non altro le risposte del comparto sospensioni non sono eccessivamente secche. L'erogazione è inequivocabilmente poderosa e lascia poco spazio ad eventuali incertezze. Bene il cambio, ma non benissimo. I passi avanti fatti rispetto alla versione precedente sono tangibili. Meglio affidarsi alla modalità Sport+ per godere del massimo dell'efficienza sia in salita che in scalata. E sebbene peso e baricentro non siano quelli di una supercar, la E 63 S AMG se la cava bene pure in pista, coadiuvata in questo caso dalla presenza dei freni carboceramici. Al limite diventa sottosterzante, per via della massa che grava sulla sezione anteriore. Curiosi di sapere quanto costi? I prezzi non sono ancora stati ufficializzati. 

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