Palm Springs (California, USA) -  A puntare su sportività e prestazioni quasi a tutti i costi si può talvolta sfiorare il paradosso, ma certo è che sarebbero diverse le Case ad accogliere volentieri una tale originalità made in BMW: dove in gamma, le migliori M “pure” sono state lasciate indietro, quanto ad accelerazione da 0 a 100 km/h, niente meno che da una berlinona come l’ammiraglia Serie 7, sia pur firmata M Performance.

È proprio così: le oltre 2,2 tonnellate della quattro porte con passo allungato, per un ingombro in lunghezza di 5,24 metri, scattano più rapidamente di M4 ed M6, fermando il crono ad appena 3”7 (per arrivare poi a quota 305 km orari); aiuta enormemente la trazione integrale ma ancor di più il nuovo cuore a dodici cilindri a V (bancate a 60°), che torna a rinverdire la tradizione bavarese iniziata nel 1987.

Il V12 è dotato di tutte le tecnologie moderne, con iniezione diretta e doppio turbo (uno per bancata) in primo piano, ma soprattutto spicca per la cubatura di ben 6,6 litri. Ne consegue una potenza specifica tutto sommato modesta; ma in assoluto, sotto il cofano ci sono 610 cv e soprattutto una coppia di ben 800 Nm, erogata quasi elettricamente già a 1550 giri. Il tutto filtrato da un cambio Steptronic a otto rapporti, tarato specificamente anche in chiave guida aggressiva. Persino in pista, perché qui sta proprio l’altra metà della sorpresa offerta dalla M760Li: aggressiva in accelerazione pura – c’è pure il programma di lancio apposito – ma altrettanto autorevole su tracciato chiuso, per l’occasione del test costituito dal divertente percorso “club” presso il BMW Performance Center californiano di Thermal.

Lungo il quale la berlinona bavarese ha mostrato precisione, agilità, rapidità nei cambi di direzione da far invidia a numerose sportive meno ingombranti. In questo caso, grazie ad elettronica sopraffina di gestione di trazione integrale e motricità, ma pure in controllo dell’assetto variabile (con elementi pneumatici), delle ruote sterzanti posteriori, delle barre antirollio attive e del cambio automatico, che sa mostrare anche innesti secchi, quasi brutali. Certo, spingendo con decisione frenata e relativo pedale perdono un po’ di mordente, e lo sterzo – pur variabile – non offre mai una sensibilità di rilievo; ma su una berlina di rappresentanza così, il risultato è in ogni caso notevole.

Grazie al “tutto variabile”, alla pressione di un semplice tasto in plancia la 760Li torna una limousine docile e silenziosissima, perfettamente adatta anche a coccolare il suo padrone guidata da uno scrupoloso autista: tant’è che di quest’auto viene commercializzato anche l’allestimento Excellence, sul quale non è previsto il pacchetto estetico/aerodinamico M Performance (né le valvole allo scarico che rendono il rombo possente e ben presente nell’abitacolo in modo reale, senza artifici “hi-fi”) pur restando assolutamente invariate le prestazioni.

Serie 7 d’eccezione, questa “M” lascia il segno e trova una prestigiosa collocazione al vertice della gamma BMW; anche se noialtri, vecchi europei un po’ tradizionalisti, tanta meccanica sontuosa la immagineremmo ancor meglio “incastonata” il cofano di una più compatta Serie 5. Giusto per sognare ancora di più.