Monaco di Baviera (Germania) - Non passa mese senza che una casa automobilistica non presenti un modello nuovo o un semplice restyling. Questione di lotta sui mercati, dalla quale la Bmw non è esente. L’ultimo esempio arriva dalle riviste Serie 2 Coupè e Cabrio, che abbiamo avuto occasione di provare nei dintorni di Monaco, anche su quelle Autobahn prive, in buona parte, di ogni limite di velocità.

Partiamo però dalle modifiche estetiche. Tra le novità i proiettori bi-led, ora di serie, rivisti anche i tratti dei fari circolari, sdoppiati, che ora sono esagonali. Più grandi anche le prese d’aria, sempre nella parte anteriore, mentre dietro le luci a L sono state leggermene ritoccate. Fanno la loro comparsa anche quattro nuovi tipi di cerchi in lega, da 17 e da 18 pollici. La plancia e il cruscotto sono stati migliorati e completamente ridisegnati: ora il tutto è rivolto ancora di più verso il guidatore, come accadeva anche nella Bmw degli anni settanta. Nuovi i rivestimenti dei sedili, sia che siano in pelle, sia che siano in stoffa. A livello di infotainment fa la sua comparsa, sia sulla Coupè, sia sulla Cabrio, il nuovo sistema di navigazione Professional, con schermo da 8,8 pollici. Le possibilità di gestione dello stesso sono varie, compresa quella del rotore iDrive collocato sul tunnel centrale. Possibile anche integrare una Sim Card, che interagisce con il Bmw ConnectedDrive. In sostanza si tratta dello stesso sistema, tanto per capirci, che è adottato sulla recente Bmw Serie 5.

Infine i motori. Sono come sempre a 3, 4 e 6 cilindri, con potenze che vanno da 136 a 340 CV, in quest’ultimo caso sulla sportivissima M240i. Il cambio può essere manuale a 6 rapporti o automatico Steptronic a 8 rapporti. Sulla 220d e sulla M240i Coupè è disponibile anche la trazione integrale XDrive.

La gamma è come quella di prima. Si parte con la 218i, con un 1.5 litri a 3 cilindri da 136 CV, per passare alla 220i, con un 4 cilindri di 2.0 litri da 184 CV, che diventano 240 sulla M230i. Al top la M240i, con un 6 cilindri di 3.0 litri da 340 CV, che diventano 370 sull’esclusiva M2 3.0, venduta solo in versione Coupè. Per i diesel si comincia con un 2.0 litri da 150 CV (218d), un altro da 190 (220d) e infine il potente 2.0 litri da 224 CV sulla 225d MSport automatica.

Noi abbiamo provato la 220d, che anche nella vecchia versione era stata una delle più vendute in Italia. I 190 CV erogati dal turbodiesel di 2.0 litri spingono rispettivamente coupè e spyder fino a 230 km/h e 225 km/h, con un consumo medio dichiarato di 23,3 km/litro. A livello meccanico nulla è stato ritoccato, anche perché non se ne sentiva la necessità. Resta però una certa rumorosità, tipica dei diesel, quando si sale un po’ di giri. In quanto alla Cabrio, la capote si apre, anche in marcia, fino a 50 km/h in circa 20 secondi.  Sia per la Coupè sia per la Cabrio, lo spazio per i passeggeri posteriori resta piuttosto ridotto. In quanto al bagagliaio va dai 280 litri della cabrio ai 390 della versione chiusa. 

Non poteva mancare, in conclusione del test, effettuato su un percorso misto nelle campagne intorno a Monaco e sulle veloci “Autobahn”, una presa di contatto con la potente M240i, che con il restyling viene proposta anche in versione MPerformance Limited Edition, a 57.800 euro, contro i 53.200 della versione “normale” (si fa per dire). Per entrambe sotto al cofano pulsa un 6 cilindri sovralimentato di 3.0 litri da 340 CV. Optando per la modalità di guida Sport+ la risposta del motore è al massimo, mentre tutti i controlli vengono disattivati. Una vera meraviglia, questo 6 cilindri, e non lo scopriamo certo solo adesso. In merito alla M2 3.0 da 370 CV non era disponibile in occasione del test. In Germania queste versioni pepate sono molto gettonate, ma in Italia, come ben noto, tra superbollo e accertamenti fiscali di vario tipo il sogno non diventa sempre realtà. Da dire, come sempre avviene in casa Bmw, che la lista degli optional è immensa, cosa che può far lievitare il listino base in maniera paurosa.

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