Ci sono molti modi per rilanciare un modello giunto più o meno a metà della sua programmata esistenza. Di solito si finisce con ridisegnare parti della carrozzeria senza alterarne la forma, modificare gli interni senza intaccare le strutture principali e, ultimamente, aggiungere contenuti elettronici o magari una versione ibrida. Per il restyling della Discovery Sport i tecnici della Land Rover hanno usato una mano più pesante, anche se non vogliono parlare di una nuova generazione del modello.

I vantaggi del nuovo telaio

Basti pensare che hanno cambiato telaio, adottando la nuova piattaforma PTA (Premium Transverse Architecture), comune alla più recente Evoque. Il nuovo pianale permetterà, a fine anno, di lanciare una versione ibrida plug-in con un 3 cilindri a benzina inedito per il marchio. Per il momento consente di introdurre la tecnologia “mild-hybrid” con un sistema di recupero dell’energia con tensione a 48 Volt e batteria agli ioni di litio.

Esteticamente, la rinnovata Discovery Sport si riconosce per le nuove luci a led anteriori e posteriori, per la diversa griglia della calandra, nuovi paraurti, bandelle inferiori e passaruota diversi. C’è la variante R-Dynamic, ancora più sportiva, caratterizzata da finiture in nero nella presa d’aria anteriore e nel portellone posteriore. Debuttano, seppure come optional, anche grandi cerchi in lega da 21”, voluti per dare un’impronta sportiva come richiesto dalla clientela sondata in fase di progettazione.

Il nuovo telaio ha permesso di ricavare maggiore spazio a bordo e anche per il serbatoio, che ha una capacità aumentata del 20%. All’interno si notano finiture di prestigio, con plastiche morbide anche attorno al tunnel e tessuti al posto delle plastiche in punti strategici come sotto il divano posteriore, scorrevole come prima. Chi vuole può disporre anche della variante a 5 posti più 2, che consente ben 24 diverse combinazioni di configurazione degli interni. La plancia è stata rivista, con un innalzamento di 9 mm del tunnel centrale che ora ospita un più classica leva del cambio automatico al posto della rotella a scomparsa. Il sistema multimediale è imperniato su un touchscreen da 10” con il sistema Touch Pro, già collaudato su altri modelli della Land Rover. Volendo si può avere anche la strumentazione digitale programmabile dietro il volante. Non mancano telecamere per la visualizzazione del terreno sottostante in fuoristrada, così come quella che proietta le sue immagini nello specchio retrovisore.

Come va su strada

Per prima abbiamo provato la versione turbodiesel da 240 cavalli, spinta da un motore generoso e in grado di permettere di accelerare da 0 a 100 km/h in 7”7. La velocità massima è di 220 km/h, da parte sua. La tenuta di strada è affidabile, nonostante un baricentro alto e quasi 2 tonnellate di peso a vuoto. Migliora la situazione la presenza dell’Adaptive Dynamics con ammortizzatori a regolazione automatica che adattano ogni centesimo di secondo la rigidità dell’assetto in funzione dello stile di guida e del tipo di fondo stradale.

Uno degli assi nella manica è rappresentato da un livello di confort elevato, senza dimenticare possibilità notevoli in fuoristrada come tradizione per le Land Rover. In questo caso sono d’aiuto i controlli elettronici e la gestione delle modalità d’uso Terrain Response 2. Bene, per concludere, anche il cambio automatico a 9 marce, utilizzabile anche in modalità manuale, se necessario.