La prima serie della Mitsubishi Space Star debuttò nel 2012. Da allora ne sono state prodotte oltre un milione di unità. In Italia hanno avuto circa 10.000 ordini dal 2013. La filosofia di lancio del nuovo modello è sempre la stessa: comprare una vettura del segmento B al prezzo di una del segmento A. Insomma ciò che serve per chi non vuole spendere molto o è alla prima automobile della sua vita.

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Innovazione per attrarre

I cambiamenti attuati a livello di design, dal frontale alla parte posteriore, dovrebbero attrarre appunto maggiormente i giovani. Anche se i fari full led, tanto di moda, sono opzionali. Tutti cambiamenti comunque importanti per allargare la fascia di acquirenti, visto che le precedenti serie hanno avuto finora attenzione per lo più da persone con una età media di 50 anni.

Ovviamente si sono migliorati anche gli interni, con un display da 7 pollici che si può collegare al telefonino in funzione di navigatore, compatibile con Android Auto e Appler Car Play. Peccato che quando si accendono i fari, cali vistosamente l’illuminazione sullo schermo. Prevista anche la retrocamera, eccetto la versione “Trendy”, ovvero quella di attacco.

Buono lo spazio per i passeggeri, ma resta piccolo il vano bagagli, sufficiente per due trolley o poco più. D’accordo, la Space Star è soprattutto una cittadina.

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Motore

E allora guardiamo altri lati positivi. Ovvero un consumo medio attorno ai 20 km/litro, in pratica sia con il motore di 1.0 litri sia con con quello di 1.2 litri. Entrambi sono a 3 cilindri (Euro 6 D temp) in pratica invariati, eccetto i rapporti del cambio manuale, con la quarta e la quinta un po’ più corte.

C’è anche un’alternativa, ovvero un cambio a variazione continua del tutto classico, quindi con i suoi limiti ma grandi pregi nell’uso cittadino. Consigliabile sicuramente il motore con cilindrata maggiore, che dispone di 80 cv anziché 71 di quello più piccolo.

I cerchi possono essere anche in lega da 15” mentre all’interno sono comparsi nuovi rivestimenti, anche se i sedili sono forse un po’ troppo rigidi. La climatizzazione, complice il clima orrido e nebbioso trovato a Parigi, non è di facile regolazione, anche se di tratta dei primi esemplari costruiti, per quello che riguarda la nuova gamma.

Al proposito ricordiamo che la Space Star è costruita in Thailandia, ha una garanzia di 5 anni o 100.000 chilometri e fa parte del gruppo Renault-Nissan. Al lancio saranno disponibili anche delle versioni a Gpl.